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 ego... di paola
 
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Sono emigrata in Olanda per amore quindici anni fa. Nei primi dieci anni ho intrattenuto i miei amici sulle usanze olandesi, poi ho cercato di far loro vedere come sono assurde le vicende italiane viste da qui. Adesso racconto semplicemente quello che mi succede.

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\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 20/07/2013 @ 16:16:16, in diario, linkato 781 volte)

Siamo tornati anche quest'estate a Sanremo, nel nostro fidato condominio extralusso dove da ormai sei anni affittiamo un microappartamento con grande terrazzo fiorito di fronte alla piscina con acqua di mare, vanto locale.

Come ogni anno ho passato le prime 24 ore di permanenza a litigare con il personale Vodafone italiano per riuscire ad ottenere quello che mi spetta di diritto e che la Vodafone olandese mi ha già elargito senza che io alzassi un dito. Fortunatamente il servizio 190 funziona - perché credo debba attenersi a standard internazionali - e grazie a questo, al wifi gratis dei numerosi ristoranti sanremesi e alla nostra ormai numerosa dotazione iPhone-Pad (2 cad.) sono riuscita a ricaricare le SIM italiane e a chiudere un contratto internet per l'iPad che ho regalato a mia madre, cosicché anche lei ha finalmente potuto accedere al magico mondo del web, devo dire con un entusiasmo che mi ha ripagato delle sofferenze amministrative subite. A questo proposito voglio fare un plauso alla nostra (olandese) Nellie Kroes che si batte da anni al parlamento europeo per eliminare il roaming all'interno della UE e che, grazie alla sua determinazione, molto probabilmente vedrà i suoi sforzi coronati l'anno prossimo: ecco un esempio di politico utile alla comunità.

Sistemate le questioni informatiche ho potuto immergermi nel colore locale e per ben tre settimane ho cercato di mitigare l'irrefrenabile irritazione che mi attanaglia ogni volta che calo in Italia, con una percentuale di successo inferiore agli anni scorsi, il che vi dovrebbe dare un'idea abbastanza precisa del mio livello di ebollizione. Purtroppo l'attrattiva di sole pizza e mandolini prevale su ogni altra considerazione, soprattutto perché mai come quest'anno ho sofferto il freddo fino alla partenza, avvenuta sotto la proverbiale pioggia gelida, sferzata dal vento, ad una temperatura di 14°. Così nell'ordine mi sono sciroppata: a) le beghe sulla piscina condominiale, rifatta a norma ASL da una ditta locale e quindi corredata da una serie di simpatiche incongruenze e guasti assortiti; b) la nefandezza degli automobilisti locali con contorno di parcheggi abusivi sulla pista ciclabile e nei posti riservati alle biciclette; c) l'arroganza crescente dei proprietari di motorini che, non potendo sfogare la loro mancanza di virilità dall'alto di un SUV, infestano ogni spazio lasciato libero con mostri a due ruote sempre più priapici; d) i titoloni dei quotidiani che nell'ordine ci hanno deliziato con le prodezze di Grillo contro Napolitano, Calderoli contro la Kyenge, la diplomazia kazaka contro il Viminale, i giudici contro Mora-Fede-Minetti, altri giudici contro l'ineffabile comandante Schettino, altri giudici ancora contro il presunto accordo stato-mafia, Renzi contro tutti e perfino Dolce e Gabbana contro l'insostenibile leggerezza del comune di Milano che ha osato chiamarli evasori fiscali (e qui mi chiedo veramente: dove sta la notizia???). Non sarò fortunatamente qui per assistere all'inevitabile bagarre che farà seguito alla sentenza della Cassazione sul processo Mediaset il 30 luglio, ma son già ampiamente nauseata e anelo di tornare ai nostri scandaletti da dilettanti, che oltretutto vengono risolti nel giro di pochi mesi, con moderata attenzione mediatica, sanzioni esemplari e - ça va sans dire - dimissioni fulminee degli implicati.

Visto che comunque devo passare il tempo fino all'aereo che mi riporterà nel gelo nordico, mi son data al pettegolezzo sotto l'ombrellone e ho raccolto una serie di gustosi improperi incrociati che mi hanno sempre più convinto di essere capitata nell'ultimo romanzo di Camilleri, anche se siamo 1500 km al nord di Vigàta. Romanzo piuttosto deludente, a proposito, al contrario degli altri romanzi italiani letti quando lo sconforto si faceva troppo denso: Non so niente di te di Paola Mastrocola e Io che amo solo te di Luca Bianchini. Quest'ultimo in particolare mi ha fatto molto ridere, non solo per la brillante ricostruzione dell'isteria crescente alla vigilia di un matrimonio pugliese da trecento e passa invitati, per il pantagruelico menù e per la incessante sequela di foto e video con pose e parenti sempre più improbabili, ma per il soave vizio tutto italiano di accanirsi a negare la realtà per salvare le apparenze - roba che fa impallidire Orwell e il suo 1984.

Nel romanzo del Bianchini, che consiglio a tutti i miei lettori, il fratello dello sposo è notoriamente omosessuale, ma tutti i parenti, amici, conoscenti e compaesani, invitati o meno al matrimonio, si compiacciono per la sua decisione di farsi accompagnare alla cerimonia e alla festa da una fidanzata di facciata per non far sfigurare la famiglia. Prego trovare le dieci similitudini con i vari processi in corso a Milano e con il pasticcio kazako.

Buone vacanze e buona fortuna.

 
Di paola (del 07/07/2013 @ 19:01:32, in diario, linkato 1788 volte)

Vi ho parlato anni fa della "Bible belt" olandese: la regione da cui sono emigrati Amish e Quaccheri, la regione in cui la religione domina ogni attività sociale, dove le donne vestono ancora di nero come le bisnonne dell'Italia del sud, i padri hanno diritto di prelazione su tutte le femmine della famiglia e tutti vanno in chiesa la domenica mattina ad ascoltare le prediche apocalittiche dei pastori calvinisti riformati; la regione che è di fatto l'equivalente cristiano dei talebani afghani e che - tra le mille regole bislacche - impone ai genitori di non vaccinare i figli per non contravvenire alla volontà divina di vita e di morte. Una regola questa che più dell'incesto fa regolarmente tuonare d'indignazione medici e giornalisti, ma contro cui nessuno osa opporsi in virtù del libero arbitrio.

Mentre vi scrivo, nella regione dei calvinisti riformati olandesi è in corso una forte epidemia di morbillo: più di 200 casi accertati e più di 50 ricoveri d'urgenza per complicazioni polmonari. Peter Heerschop ha commentato nella sua rubrica satirica del venerdì su Radio 538 che a quanto pare Dio proibisce di vaccinare ma non di farsi salvare la pelle in ospedale. L'ha presa meno bene Rosanne Hertzberger nella sua rubrica settimanale del sabato sull'NRC e - insieme all'indignazione standard - ci ha messo il carico da novanta ricordando il mirabile flop della sanità olandese in merito ad un'altra vaccinazione, quella contro il cancro al collo dell'utero, la cui campagna nazionale di qualche anno fa è franata contro un potere ancor più radicale della religione: quello dei social networks. A seguito della propaganda negativa circolata viralmente sui soliti noti Twitter, Facebook e YouTube, meno del 20% delle ragazze richiamate per la vaccinazione si è effettivamente presentata e il programma è stato chiuso in fretta e furia a seguito della valanga di proteste scritte al sito del ministero dall'80% delle ragazze ribelli. La Hertzberger concludeva la sua rubrica commentando cinicamente che la barbarie si è definitivamente impossessata della civiltà se un video su YouTube ha più credibilità delle circolari del ministero della sanità e che in fin dei conti siamo tutti un po' calvinisti riformati, ovvero, bigotti ignoranti se basta non vedere più bambini in sedia a rotelle, vittime della poliomielite, per dimenticarsi che le vaccinazioni salvano la vita.

Qui invece mi permetto di dissentire, forte delle mie quattro vaccinazioni obbligatorie (tetano, polio, difterite e vaiolo) e delle ben più numerose vaccinazioni subite da mio figlio (tetano, polio, difterite, pertosse, influenza, morbillo, orecchioni, scarlattina, rosolia e meningite C). Mettere sullo stesso piano morbillo e poliomielite è puro terrorismo sanitario, lo stesso terrorismo che ha fatto scoppiare la psicosi dell'influenza suina cinque anni fa. Lo stesso terrorismo che spaccia un vaccino non testato contro il cancro al collo dell'utero come indispensabile profilassi alla pari dell'antimalarica nelle foreste tropicali. A prescindere dal fatto che non credo nelle statistiche altrettanto terroristiche della cosiddetta controinformazione (i veri bigotti) sui danni delle vaccinazioni, non credo nemmeno nell'accanimento terapeutico del XXI secolo, che impone ai nostri figli ancora lattanti una batteria di vaccinazioni, la cui validità è ancora tutta da dimostrare, per malattie che tutti abbiamo fatto e per le quali la mortalità o il collateral damage non è minimamente paragonabile a quello del vaiolo, della difterite, del tetano e della polio. Io li ricordo ancora i poveri bimbi storpi della mia generazione, ma come ricordo loro, non ricordo alcun bimbo morto per morbillo come invece ora si vuol far credere: il morbillo lo abbiamo avuto tutti, come gli orecchioni e la rosolia e vivaddio anche l'influenza, senza per questo rimetterci la pelle o rimanere storpi o idioti per il resto della vita. Inoltre ricordo alla smemorata Hertzberger che se un video su YouTube ha oggi più valore di una circolare del ministero della sanità olandese, questo è interamente colpa della sanità olandese che si è ampiamente resa ridicola nel corso dell'ultimo decennio con la già citata profilassi contro l'inesistente pericolo dell'influenza suina, con il mantenimento nella profilassi obbligatoria del vaccino contro la pertosse in flagrante sprezzo della constatazione che tale vaccino non serve a una cippa e con l'informazione contraddittoria sulla vaccinazione per meningite C. In tempi non lontani, la sanità olandese non era favorevole a tale vaccinazione, adducendo articolate e documentate obiezioni al riguardo, pubblicate su appositi poster e leaflet a disposizione del pubblico in qualunque consultorio medico. Poi, improvvisamente, la vaccinazione è diventata obbligatoria: sono bastati 12 casi di meningite con esito mortale per far firmare le necessarie circolari in fretta e furia. Non sono certo una fanatica delle teorie complottiste ma in questo caso non occorre scomodare Assange e Snowden per capire che le lobby farmaceutiche hanno il potere di far girare la cosiddetta opinione pubblica a loro piacimento e meno male che ogni tanto gli va buca, social networks o meno.

Nonostante abbia fatto vaccinare mio figlio - contro ogni pensiero razionale, in qualità di madre inesperta, insicura e quindi facile vittima del terrorismo sanitario, sia ben chiaro - spero proprio che i calvinisti riformati resteranno liberi di non far vaccinare i loro figli contro orecchioni e morbillo, così magari riusciremo anche a dimostrare che questa vaccinazione è totalmente inutile se è vero che basta entrare in contatto con una persona malata per contrarre la malattia in forma acuta, come è stato documentato non più tardi di tre anni fa in occasione di una mini epidemia sviluppatasi nel circuito universitario di Utrecht. Allora una decina di studenti regolarmente vaccinati è stata contagiata da una coppia di studenti non vaccinati e ha passato una pessima settimana in ospedale, non senza aver prima a sua volta contagiato un cerchio di amici ancor più ampio durante un rave. Il redattore ipotizzava che la scarsa igiene e l'abbondante promiscuità del circuito studentesco sia stata la causa dell'epidemia e finiva con la polemica di prammatica sulla mancata applicazione del protocollo sanitario nella regione calvinista riformata. Poi, come era apparsa, la notizia è sparita dalle pagine scientifiche del giornale dove era relegata e ognuno è libero di trarre le conclusioni che crede, ma a mio modesto parere c'è abbastanza materia per mettere in discussione la validità del protocollo di vaccinazione statale.

E magari usiamo il potere dell'opinione pubblica più utilmente per cercare di risolvere la piaga dell'incesto tra i calvinisti riformati, che ne dice egregia dottoressa Hertzberger?

 
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