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 ego... di paola
 
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In equilibrio su un filo di seta è una storia di donne. Donne che non cercano guai ma che ne trovano a pacchi. Donne in cerca di se stesse e di un significato per la loro vita sempre più vuota e allo stesso tempo sempre più frenetica. Donne idealiste, donne materialiste, madonne, angeli, streghe e puttane.

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\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 29/01/2012 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 811 volte)
Durante la passeggiata di ritorno all’hotel del centro benessere dopo la cena, Megan appoggia delicatamente una mano sul braccio di Laura e le sussurra: “Posso affrontare un tema delicato?”. All’assenso di Laura, Megan si schiarisce la gola ed esordisce a voce talmente bassa che Laura è costretta a rallentare il passo e piegare la testa verso la bocca dell’amica per sentire.
“Sai che di solito non m’immischio nelle scelte di vita delle mie amiche, al contrario di Amy e di Elly, ma il mio dovere di amica e puericultrice me lo impone.” esordisce Megan assolutamente inconsapevole del sorriso divertito che si disegna sulle labbra di Laura.
“So che Elly ti ha consigliato il divorzio e so che stai prendendo in considerazione il suo consiglio. La mia opinione è che tu invece dovresti cercare di evitare il divorzio ad ogni costo, in ogni caso per il bene di Lawrence.”
Laura non sa se essere divertita, indignata o semplicemente irritata da tutte le opinioni che le vengono offerte senza richiesta sulla sua complessa situazione familiare, infine sceglie la strada della provocazione. “Leggevo recentemente che secondo i risultati di una ricerca dell’università di Leeds i figli di genitori divorziati non sarebbero più soggetti di altri a turbe psichiche o problemi comportamentali. Al contrario, sono proprio i figli di genitori che litigano in continuazione senza separarsi le vittime delle peggiori deviazioni psicosociali.”
“Non conosco i particolari della ricerca, ma mi sembra quantomeno citata fuori contesto. Ammetto che di fronte a mariti adulteri che abusano verbalmente, psicologicamente o fisicamente moglie e figli, l’unica soluzione ragionevole sia il divorzio accompagnato da una denuncia alla polizia, ma da qui a dire che i figli di genitori separati stanno meglio degli altri c’è un abisso!” sbotta Megan.
“Io li vedo, sai, i figli dei genitori divorziati. Quest’anno, solo nel gruppo di Lawrence ce ne sono cinque. A parte il caso pietoso del povero Fahrid, la cui madre è quel che si dice un’adolescente senza i benefici dell’educazione formale e al cui padre dovrebbe essere dato il foglio di via quanto prima, gli altri sono tutti figli di rispettabilissimi membri della nostra comunità, divorziati nella più totale discrezione, tanto che quando Lawrence è andato alla festa di compleanno di Mary, nulla nella festa, nei genitori o nella casa avrebbe potuto dare un’indicazione della situazione ad un osservatore esterno, ma l’impatto di questo divorzio sui bambini è devastante. Mary piange ogni volta che deve andare a dormire nella nuova casa del padre e gli altri proiettano le loro turbe su di noi! Non vuoi sapere quante volte dobbiamo rassicurare i bambini della classe di Lawrence che torneranno a casa dalla loro mamma, anche se li viene a prendere la mamma o la nanny di qualche altro compagno di classe. Di questo la ricerca di Leeds sicuramente non parla!”
Laura suo malgrado è costretta ad annuire. Anche Lawrence, che finora ha sempre accettato la lontananza del padre come un dato di fatto, da qualche tempo fa strane domande sul suo futuro. Proprio ieri sera ha chiesto a Sarah dove avrebbe tenuto i suoi giocattoli se papà fosse andato ad abitare in una nuova casa.
“Il fatto è che Enrico VIII ha fatto più danni alla nostra società di quanti gliene si riconoscano.” continua Megan ormai persa nel suo ragionamento. “Ormai la nostra cultura ha legittimato l’uso del divorzio come rimedio alle brame sessuali e l’utilizzo dei figli come piastrelle sul pavimento della propria realizzazione personale. Ma lo sai che le donne della classe sociale della madre di Fahrid usano le gravidanze per cementare ogni nuova relazione? E un’altra opportunistica ricerca ha pure assicurato l’opinione pubblica che i figli di padri diversi non subiscono grossi traumi purché affidati alla madre, che assicura continuità e stabilità emotiva. Io vorrei solo che il ricercatore che ha osato fare una simile affermazione venga a conoscere una di queste madri! Madri che lasciano i figli completamente abbandonati a se stessi tutto il giorno e gran parte della notte, prese come adolescenti in calore dalla relazione del momento con uomini il cui IQ sta nelle mutande!” conclude Megan in un crescendo d’indignazione.
Adesso Laura abbandona la strada del confronto e s’indigna decisamente. “Megan, come osi implicare che io non abbia a cuore il benessere di Lawrence? Risparmiami le tue tirate moralistiche per favore! Mi trovo in una situazione insostenibile, causata dalla dabbenaggine di mio marito e dalle sue brame sessuali per una donna del tipo che descrivi. Qualunque decisione prenda mi metterà dalla parte del torto. Se divorzio mi troverò contro tutte le beghine come te, se non lo faccio verrò ostracizzata dall’establishment progressista, in ogni caso coinvolgerò Lawrence nella mia caduta dall’olimpo. Se solo sapessi quale decisione farà meno male a Larry la prenderei subito. Elly è convinta che il divorzio mi garantirà simpatia, supporto e solidarietà da parte dei bravi borghesi pluridivorziati della nostra comunità, io non sono sicura che questo si tradurrà in una vita più facile anche per Larry. E ho tempo fino a Natale per decidere, sperando che nel frattempo la troia non sia incinta, come tu con ammirabile tempismo mi hai ricordato.”
Megan rimane a bocca aperta. “Laura, ti prego, non avevo alcuna intenzione di implicare niente del genere! Scusami se mi sono lasciata andare, ma il modo in cui Elly parla della necessità che tu e Gregory divorziate mi ha molto disturbato. Secondo me questa necessità non esiste e secondo me, se Elly ti volesse veramente aiutare, dovrebbe concentrarsi su Marcia Barnes.”
“Che intendi dire?”
“Beh, mi sembra evidente che tipo sia la signorina. Non posso credere che non ci sia un modo di screditarla pubblicamente prima che la quarantena venga sciolta oppure - come anche tu hai pensato - si trovi in stato interessante, cosa che non metto assolutamente al di sotto delle sue possibilità. Una ragione in più per neutralizzarla al più presto: abbiamo visto con che efficienza e rapidità riesce a comunicare le notizie che le interessa far pubblicare.”
“Hai mai parlato ad Elly di questo?”
“Ci ho provato, ma sai anche tu che quando Elly si mette in testa qualcosa è molto difficile dissuaderla. Adesso si è messa in testa che il matrimonio con Greg è stato un errore e che lei avrebbe dovuto avvertirti in tempo, per cui si sente in colpa e si sta preoccupando solo di farti uscire indenne dal pasticcio. E’ veramente la tua migliore amica ma evidentemente non è una giocatrice di scacchi, altrimenti saprebbe che le mosse a lungo termine sono più vantaggiose di quelle a breve.”
Laura annuisce e si stacca dal braccio di Megan.
“Elly, scusa ti posso parlare un attimo a quattr’occhi?”
 
Di paola (del 22/01/2012 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 821 volte)
“Tua madre non è nemmeno nella serie A della perfidia.” dice Megan sarcastica. “Quando ho detto a mia madre che Charles se n’era andato dopo aver svuotato tutti gli armadi, prima si è messa a ridere, poi è andata a controllare che gli armadi fossero davvero vuoti e l’unica cosa che mi ha detto alla fine dell’ispezione è stata: bene, adesso non hai più scuse, porta via immediatamente tutta la robaccia che hai lasciato a casa nostra.”
Le quattro amiche sorseggiano una tisana depurativa nel giardino d’inverno del centro benessere dopo essersi sottoposte allo scrub totale e alla sauna finlandese con aromaterapia. Il primo weekend organizzato da Elly si sta rivelando un grande successo: arrivate cariche di stress e di neurosi, dopo un’ora di trattamento sia Laura che Megan hanno ritrovato il sorriso ed Elly ha perfino spento l’iPhone. Solamente Amy, costretta a confrontarsi con la versione capitalistica della sua filosofia di vita dalla parte del beneficiario, sta diventando impercettibilmente più nervosa col passare del tempo.
“Il giorno del mio matrimonio ho sentito mia madre raccontare a tutto il suo tavolo che la sua vita era stata sconvolta per colpa di un last-minute per il Kenya, dove avevo incontrato Greg. Ha concluso che se fossi andata in vacanza a Torbay come tutti, lei non sarebbe stata costretta a subire le tragiche conseguenze di quell’infausto incontro.” ribatte Laura.
“Dilettanti. Mia madre mi ha rinfacciato fino all’anno scorso che non ha avuto il coraggio di fare altri figli per colpa del dolore inumano inflittole dalla sottoscritta in occasione del parto.” rilancia Amy.
“Perché solo fino all’anno scorso? Che cosa è successo?” chiede Eliza soavemente.
“E’ caduta dalle scale e si è rotta il bacino, il braccio e il femore: frattura scomposta.” conclude Amy con un gran sorriso: “Al karma non si scappa.” E a questo punto la risata generale scoppia irrefrenabile.
 “E’ incredibile come le nostre procreatrici siano in grado di renderci la vita impossibile.” commenta Megan asciugandosi gli occhi. “Senza mia madre perderei la metà delle mie nevrosi.”
“Solo la metà?” chiede Laura ridendo. “La mia analista mi assicura che mia madre è la causa di tutte le mie nevrosi.”
“E’ assurdo.” interviene Eliza. “In fondo ci hanno partorito con dolore e come donne dovrebbero capire i nostri sentimenti e i nostri problemi.”
“Proprio perché sono donne e capiscono i nostri sentimenti sanno colpire dove fa più male.” ribatte Megan.
“Ma perché ci vogliono far male? E’ questo che non capisco.” Insiste Eliza.
“Perchè la nostra esistenza le obbliga a confrontarsi con le proprie scelte. E’ come se si guardassero allo specchio, odiassero quello che vedono e per reazione rompessero lo specchio.” Risponde Amy.
“Oppure la nostra esistenza le offende perché non riusciamo ad essere all’altezza delle loro aspettative messianiche.” aggiunge Laura.
“Insomma, con tua madre per definizione non puoi vincere. O t’invidia o ti disprezza.” conclude Eliza ridendo.
“A meno che tu naturalmente non accetti di diventare il suo clone.” aggiunge Megan e subito si ferma mordendosi le labbra. Amy e Laura rimangono interdette alla vista del sorriso pietrificato di Elly e il subitaneo sgomento viene provvidenzialmente rotto dalla voce dell’estetista che annuncia il prossimo trattamento. Le quattro amiche si affrettano a raggiungere i rispettivi posti di combattimento contro le rughe e l’imbarazzo è rotto. E’ evidente a tutte che l’infelice uscita di Megan ha fatto centro su Eliza, la figlia-modello che ha sempre fatto quello che da lei ci si aspettava, prendendo senza discussioni il posto della madre nell’azienda familiare e sposando l’uomo che la sua famiglia e il suo rango sociale le indicavano.
In cambio, Eliza ha sempre potuto godere dell’approvazione materna e oggettivamente la sua situazione appare solida, tranquilla e protetta. Basil Bennet è uno dei pochi veri gentiluomini sopravvissuti alla débâcle morale di fine millennio, venera il terreno dove Eliza posa i piedi e accontenta ogni suo capriccio. L’azienda di Eliza è solida grazie all’ammirevole armonia e oculatezza dell’amministrazione di stampo familiare che le ha fatto superare indenne le rituali crisi economiche; la dirigenza ha un profilo pubblico compatto quanto irreprensibile e il motto del padre di Eliza “I grembiuli dei cuochi devono essere sempre i più bianchi” è seguito da tutti i dipendenti e a tutti i livelli con disciplina e senso dell’onore di stampo giapponese.
Nessuno sa il vero costo emotivo di questa esistenza perfetta al punto da sembrare fasulla. Eliza, come da copione, non lascia mai trapelare nulla sui suoi veri sentimenti. Solo una volta si è aperta con Laura al punto da confessarle che occasionalmente l’atteggiamento hippy di Amy la mette a disagio. “Amy dà per scontato che tutte noi abbiamo partecipato almeno a un’orgia, che pratichiamo regolarmente lo scambio di coppia e che possiamo citare il Kamasutra a memoria. Non so come dirle che il più delle volte non ho la più pallida idea di che cosa stia dicendo, visto che Basil è stato l’unico uomo con cui abbia avuto una relazione intima e che entrambi non siamo particolarmente appassionati dell’argomento.” In un’altra occasione ha riferito di non aver mai invidiato lo stile di vita libero e spericolato delle sue amiche, preferendo di gran lunga le comodità domestiche ai giri del mondo con zaino in spalla. Insomma, per quanto è dato sapere, Eliza è perfettamente a suo agio nel suo ruolo di clone materno, un ruolo che oltretutto le calza a pennello come i vestiti di Jonathan Saunders che solo lei riesce a portare con stile ed eleganza. Eppure.
Eppure le sue amiche condividono la sensazione che sotto lo spesso strato di serenità e calma con cui Eliza si ammanta, dorma un cuore selvaggio che aspetta solo di essere risvegliato. Nessuna osa prevedere che cosa succederà nel momento in cui il cuore selvaggio di Eliza prenderà il sopravvento e l’ipotesi è ancora più inquietante della realtà patinata, poiché nessuna è moralmente o fisicamente in grado di subire l’impatto di una versione selvaggia di Eliza. C’è un tempo per tutto e quello di Eliza si sta dipanando lentamente verso la conclusione scritta molti anni fa nel copione della sua esistenza. Un’occasione non è mancata se non si sa della sua esistenza e il cuore selvaggio di Eliza esiste solo nell’immaginario collettivo delle sue amiche.
 
Di paola (del 15/01/2012 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 871 volte)
Dopo la partenza di Lady Edwina, il compito di calmare, far mangiare, lavare e far addormentare Lawrence è pari ad una fatica di Ercole e lascia Laura e Sarah completamente spossate. Ma Laura deve finire il piano d’investimento Maddington e, mentre Sarah ripulisce le macerie lasciate da Lawrence, si siede al tavolo del piccolo studio, accende il laptop, sciorina tutti i documenti necessari e si concentra nel lavoro. E’ talmente assorta che lascia raffreddare la tazza di thè portatale da Sarah e non si accorge nemmeno del telefono che squilla. Solo quando Sarah la tocca leggermente su una spalla, si riscuote dalla trance lavorativa e riprende contatto con la realtà.
“Signora, c’è sua madre al telefono.”
“Oh, no! Non stasera ti prego. Dille che la richiamerò domani o uno di questi giorni.”
“Ci ho provato signora ma sua madre mi ha risposto che settimana scorsa lei ha detto la stessa cosa e poi non ha più chiamato.” risponde Sarah contrita. A Laura non resta che sollevare la cornetta del telefono e affrontare la tempesta.
“Oh, finalmente! Ho dovuto minacciare la tua cameriera per riuscire a parlarti. Dovresti vergognarti: non ti fai sentire da due settimane, potrei essere morta nel frattempo.”
“Mamma, ho avuto una giornata pesante, Edwina è appena stata qui e Lawrence mi ha portato sull’orlo della follia. E’ proprio necessaria questa conversazione?”
“Edwina? Lì? Perché? Che cosa è successo? Non mi dici mai niente!”
“Non è successo niente che tu non sappia già da me o dai giornali. Edwina voleva solo comunicarmi la sua opinione sulla situazione in corso.”
“E si sa quando tuo marito si degna di tornare a casa?”
“Sempre dopo la fine della quarantena. Come ti ho detto, non c’è alcuna novità. Lawrence ed io stiamo bene, tutto è tranquillo, a parte il fatto che stavo cercando di finire un lavoro per domani e quindi se non ti dispiace ...”
“Ma è mai possibile che quando ti chiamo hai sempre da lavorare? Perché non ti basta mai l’orario d’ufficio? Sei inefficiente o non riesci a farti dare il personale che ti serve?”
“Abbiamo perso un cliente, mamma. Te l’ho detto.”
“E tu devi fare gli straordinari perché avete perso un cliente? Mi pare il mondo alla rovescia. Ma non mi distrarre, ti ho chiamato per sapere se hai già avviato la pratica di divorzio e quale avvocato hai scelto. Papà dice che sarebbe meglio consultare Sullivan & Sullivan.”
“Quale pratica di divorzio? Di che cosa stai parlando?”
“Di quello che mi hai detto l’ultima volta che ho avuto il bene di sentirti.”
“Santo cielo! Stavo solo riferendo quello che Eliza mi ha consigliato. Non ho avviato un bel niente e non intendo fare niente finché Greg è bloccato in Sudafrica.”
“Ah. Peccato.” È la laconica risposta.
“Come, peccato?” chiede Laura stralunata, sperando di non aver capito bene.
“Di solito non approvo le idee e i suggerimenti delle tue amiche, ma in questo caso sono d’accordo con Eliza. La situazione è intollerabile e tu saresti un’irresponsabile se non procedessi all’istanza di divorzio.”
“Edwina mi ha appena diffidato dal farlo, richiamandomi ai miei doveri di moglie e madre. Mettetevi d’accordo.” ribatte Laura, pur sapendo che sua madre è totalmente immune al sarcasmo.
“Edwina è fuori dal mondo e come ben sai non ci parliamo dal giorno del tuo matrimonio. Matrimonio che – detto per inciso – ne’ io ne’ tuo padre abbiamo mai approvato, con buona ragione.”
“La tua opinione sul mio matrimonio mi è nota. Mi è nuovo invece questo tuo improvviso schieramento a favore del divorzio.”
“Non sono favorevole al divorzio tout court, ma abbiamo lottato per consentirlo proprio in casi come il tuo, per correggere errori che altrimenti ti rovinerebbero la vita.”
“Grazie, c’è ancora qualche insulto che vuoi riferirmi o ci salutiamo così?”
“Aspetta, quando viene a trovarci Lawrence? Non mi hai più fatto sapere niente.”
“Perché aspettavo che tornasse suo padre, ma stando così le cose vedo di organizzarmi per il prossimo weekend. Chiedo a Sarah se anche a lei va bene.”
“Perché? Che cosa c’entra Sarah?”
“Come ti dico ogni volta che ci sentiamo: Sarah è responsabile di Larry in mia assenza. Larry non va da nessuna parte senza di me o lei. E il far finta di non saperlo non cambierà le cose, ma aumenta la mia irritazione nei tuoi riguardi.”
“Non essere sciocca. Trovo solo irragionevole pagare la governante inutilmente.”
“Sarah non è pagata a cottimo e lascia a me la valutazione della sua utilità.”
“Come sei acida! Quando stavi con William non eri così acida. Tuo padre ed io ancora ci chiediamo per quale ragione lo hai lasciato, giacché da allora le cose sono andate di male in peggio. Spero solo che, quando tornerai libera, William non si sia stufato di aspettarti.”
“E come ti ripeto ogni volta che ci sentiamo, l’ho lasciato perché è un infedele cronico e pervertito che mi ha attaccato svariate malattie veneree, ha messo incinta una minorenne e ha sposato una pornostar trenta giorni dopo la rottura del fidanzamento.”
“Questo è quello che dici tu. Comunque mi risulta che il matrimonio con quell’attrice sia in via di annullamento proprio in virtù della sua ... ehm ... specializzazione.”
“Oh mamma, piantala! Willy aveva visto tutti i suoi film! Perché credi che l’abbia sposata? Ma questo non è il punto. Il punto è che, qualunque cosa succederà tra me e Greg, nulla potrebbe mai indurmi a ricadere nelle grinfie di William: piuttosto mi faccio monaca di clausura, sono stata chiara? Quindi tanto vale che la pianti di fare la femminista che non sei mai stata e mi esorti a salvare il mio matrimonio per il bene di Lawrence come si addice a una moglie e madre della tua generazione.”
Conclusa la telefonata nel modo burrascoso con cui era iniziata, Laura si accascia spossata sulla sedia e agita il mouse per risvegliare il laptop. Deve finire quel maledetto piano d’investimento prima di potersi abbandonare alle sue emozioni; deve concentrarsi. Ma un pensiero fugge e lievita leggero nell’aria tra la sedia e il laptop: Greg è l’unico che la difende nelle discussioni con sua madre; Greg è stato l’unico a capire la vera causa dell’abisso d’insicurezza in cui Laura era precipitata dopo la controversa rottura con William. Solo Greg ha la capacità di vedere le persone come sono veramente, oltre i travestimenti eretti ad affabulare il mondo. Da quando Greg è partito, è come se una parte di Laura fosse entrata in un coma da cui solo il ritorno di Greg la potrà risvegliare, come nelle fiabe della sua infanzia. E di fronte all’immagine di Marcia Barnes nelle vesti della matrigna cattiva, il pensiero scoppia come una bolla di sapone.
 
Di paola (del 08/01/2012 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 848 volte)
Quando Laura svolta nel vialetto alberato di casa, la prima cosa che vede è il riflesso del lampione sulle cromature scintillanti della Rover 820Si BRG nella tonalità più scura del 1987, solidamente parcheggiata davanti al cancelletto del cottage. Al suo interno la sagoma impettita e perfettamente immobile di Finch, autista della famiglia Carter dagli anni settanta, figlio dell’autista che ha guidato con mano ferma il padre ed il nonno di Greg attraverso due guerre mondiali. Il cuore di Laura salta un battito e la salivazione si azzera mentre un sottile e fastidiosissimo sibilo le riempie le orecchie. Continuare a camminare in queste condizioni, tenendosi in equilibrio su tacchi di 10 cm senza mollare la valigetta, carica di tutto l’hardware e software necessario a finire il lavoro, che le sta togliendo la circolazione dal braccio destro è uno sforzo che la fa arrivare senza fiato davanti all’auto. Con il pretesto di salutare Finch, che con sorprendente agilità ed eleganza è già uscito dall’auto e la aspetta sull’attenti vicino alla portiera, Laura appoggia la valigetta per terra e solleva impercettibilmente un piede per consentire un micromovimento ristoratore alle dita prigioniere della scarpa.
“Buona sera Finch. Non vuole entrare?”
“Buona sera Lady Swanton. No, grazie, aspetto Milady qui.”
Sentirsi chiamare Lady Swanton la fa quasi scoppiare a ridere, considerando che il padre di Greg ha minacciato di diseredarlo all’annuncio delle nozze. La minaccia era stata prontamente ritirata all’annuncio della nascita di Lawrence, ma a parte Finch e Coldwell nessuno l’ha mai chiamata Lady Swanton, nemmeno se – tecnicamente - dalla morte del padre di Greg il titolo le spetterebbe. Ma poiché in ufficio si ignorano i titoli nobiliari e nessuna delle sue amiche ha il tipo di servitù ortodossa che ricorda ed onora le tradizioni, il titolo è automaticamente decaduto. Del resto è un titolo ormai vuoto di qualsiasi significato considerando che le terre da cui deriva sono passate almeno tre volte di proprietà negli ultimi cinquant’anni e la casa di famiglia cadrà in mano alle banche appena Lady Edwina Bennet-Carter lascerà questa valle di lacrime. Laura riprende la valigetta dalle solerti mani di Finch, che si era subito chinato a raccoglierla e, con un ultimo cenno di commiato, s’incammina verso la porta di casa, rassegnata all’inevitabilità del suo fato.
Il quale fato la attende in tutta la sua vetusta solennità nella poltrona di fronte al caminetto del salotto. Sarah, in completo formale da governante con tanto di crestina e grembiulino inamidato, ha dispiegato tutta l’ospitalità possibile su milady e una versione di Lawrence impeccabilmente strigliato, pettinato e imbalsamato nel completo Eton comperato ad esclusivo beneficio delle visite alla nonna, siede paralizzato dal terrore sullo sgabello ai piedi della dama. Dire che lady Edwina Bennet-Carter vive nel passato sarebbe come dire che Norma Desmond ha una villa con piscina a Beverly Hills. E’ più accurato dire che il mondo è erroneamente finito nel futuro senza che Lady Edwina lo abbia ordinato e questa incredibile mancanza di rispetto rende Lady Edwina comprensibilmente contrariata. Infatti, ora squadra la valigetta di Laura con palese disgusto, tanto che Sarah si affretta a toglierla dalla sua vista. Tolto il cappotto, anche il tailleur-pantaloni di grisaglia incontra la muta disapprovazione di milady e a Laura non resta che sedersi compostamente sull’altra poltrona. Lawrence si precipita tra le sue braccia senza dire una parola e Laura sente il suo cuoricino impazzito attraverso il contatto con la rigida stoffa del completo.
“A che dobbiamo quest’onore, Edwina?” esordisce Laura senza preamboli.
“Eliza mi ha chiamato ieri e mi ha descritto uno stato di cose alquanto singolare, di cui sono venuta a chiedere conferma.” Risponde Lady Edwina altrettanto diretta e poi si rivolge a Lawrence.
“Giovanotto, puoi andare. Mamma ed io adesso vogliamo parlare da sole.”
Laura sente tutti i muscoli del piccolo distendersi e il cuoricino tornare a battere un solido e rassicurante ritmo. Larry si divincola dalle braccia di Laura e corre tra quelle di Sarah. Solo quando i due sono usciti e la porta del salotto è stata richiusa, Lady Edwina riprende a parlare.
“Secondo Eliza staresti considerando l’opportunità di chiedere il divorzio da Gregory; quanto c’è di vero in quest’opinione?” dice con un tono che riesce ad essere tagliente e minaccioso allo stesso tempo. Laura non batte ciglio e risponde con altrettanta determinazione.
“Giacché è stata proprio Eliza a consigliarmi questa strada, non posso che confermare quanto ti è stato riferito. E’ tutto?”
“Certo che no!” ribatte Lady Edwina annaspando dallo sdegno. “Forse per la vostra generazione il divorzio è un’occorrenza da adottare alla prima divergenza d’opinioni, ma nella nostra famiglia un simile scandalo non può essere tollerato.”
“La divergenza d’opinioni cui ti riferisci intrattiene da un anno una relazione adultera con mio marito, i cui dettagli sono stati ampiamente resi pubblici nell’ultimo mese.” ribatte Laura con insolito sarcasmo. “Ma non ho avuto l’onore della tua presenza, ne’ tantomeno della tua simpatia in occasione di quello scandalo.”
“E perché mai dovrei dare retta alle illazioni di certa stampa scandalistica che nemmeno leggo? Appena Gregory tornerà in patria, farà pubblicare una smentita e farà in modo che la signorina Barnes torni nella cloaca da cui è emersa. Tu invece stai facendo una tempesta in un bicchier d’acqua.”
“E questo da che fonte lo hai appreso? Hai avuto contatti recenti con Gregory?”
“Non ho bisogno di avere contatti con mio figlio per sapere come si comporterà. Sono invece molto delusa e amareggiata nel costatare che sia tu che Eliza non possedete nemmeno un briciolo di buon senso. Divorzio! Santo cielo, se dovessimo divorziare ogni volta che una sgualdrinella scodinzola intorno ai nostri uomini faremmo prima a non sposarci affatto. La vostra generazione è troppo egoriferita, questo è il vero problema.”
“Quando dici egoriferita spero ti riferisca a Greg. E’ lui che ha lasciato il tetto coniugale per seguire le sue passioni personali, di qualunque natura esse siano. Io invece sono rimasta qui ad occuparmi di nostro figlio e della casa, da sola.”
“Mia cara, Swanton buonanima ha passato più tempo al club che a casa. Non l’ho mai considerato un abbandono del tetto coniugale, semmai una squisita cortesia da parte sua. In quanto a te, stai solo facendo il tuo dovere materno e se fossi meno egoriferita sapresti che il tuo dovere coniugale è quello di sostenere tuo marito e non la stampa scandalistica. Questo è tutto. Ora desidero tornare a casa.” conclude Lady Edwina alzandosi. A Laura non resta che scortarla fino alla porta d’ingresso dove Sarah e Lawrence la aspettano per salutarla, impettiti come Finch davanti alla portiera aperta della Rover.
 
Di paola (del 01/01/2012 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 949 volte)
La mail guarda Laura con la crudele indifferenza dell’informazione digitale. Una semplice linea di testo: Helvetica 10 per la precisione. Potrebbe contenere qualsiasi significato e Laura si sofferma a calcolare la probabilità statistica che contenga una buona notizia. Considerando che è stata inviata da Evelyn, contiene Amber nel campo ‘cc’ e Maddington nel campo ‘re’ la probabilità è una su un milione.
Laura scrolla il mouse si lascia sfuggire un’esclamazione di stupore. Prima che la ragione entri in circolo, l’istinto ha già sollevato la cornetta del telefono e digitato il numero di Evelyn.
“Come sarebbe a dire che devo fare il piano d’investimento Maddington per l’anno prossimo? L’anno prossimo la Maddington non è più nostro cliente!"
“E’ previsto dal contratto.” gracchia Evelyn dalla cornetta.
“Ma è assurdo! Significa regalare alla concorrenza i nostri accordi commerciali e la nostra strategia aziendale dell’anno prossimo! Facciamo prima a spedire il piano direttamente all’agenzia che seguirà la Maddington dopo di noi. A proposito, si sa già chi è?”
“Ufficialmente no ma in giro si dice Whithestone o EMR. Che differenza fa?”
“A questo punto, nessuna. Farò una copia del piano di quest’anno cambiando le date.”
“Non provarci nemmeno, il contratto prevede una penale per il mancato o inadeguato adempimento dei lavori concordati e Violet conosce le virgole del piano di quest’anno a memoria.” conclude Evelyn perentoria e tronca la comunicazione lasciando Laura con la spiacevole sensazione di disagio che contraddistingue ogni loro conversazione da qualche tempo, per essere precisi dal momento in cui il comunicato stampa della Maddington ha reso pubblica l’insoddisfazione per la gestione del conto. E come al solito tocca a Laura ricucire lo strappo e riportare il treno deragliato sui binari della normalità mentre Amber e Evelyn sono assiduamente impegnate a salvarsi il culo.
Laura scrolla la lista dei files e recupera il piano Maddington del 2011, poi apre il documento di briefing e comincia pazientemente a prendere appunti, continuando fino a che il reminder automatico per la riunione di debriefing non inizia a lampeggiare. Con un sospiro raduna i documenti necessari e si presenta nella sala riunioni prescritta. Ovviamente non c’è ancora nessuno ma Laura sa bene quello che ci si aspetta da lei, per cui si siede e rivede i suoi appunti fino al momento in cui Amber ed Evelyn fanno il loro ingresso, un quarto d’ora dopo.
“Bene, - esordisce Amber – quali sono le richieste per l’anno prossimo?”
“Quelle dell’anno scorso – risponde Evelyn. “5% di incremento del ROI a parità di investimento e 10% di incremento con 5% di extra.”
“Il che è palesemente impossibile.” conclude Amber. Laura reprime a stento un moto di stizza e alza una mano per intervenire. Quando parla, la sua voce è controllata ma fremente.
“Veramente, se consideriamo che la base dell’ROI è più alta dell’anno scorso perché quest’anno l’ottimizzazione dell’investimento da noi proposta non è andata a buon fine, il 5% di extra non è affatto irraggiungibile: basta solo implementare le decisioni dell’anno scorso. Inoltre 5% d’investimento supplementare è sufficiente per reclamare uno scaglione superiore di sconto fiscale con le norme approvate lunedì, il che porterebbe molto facilmente all’incremento di ROI richiesto nella seconda ipotesi. In realtà gli obiettivi non sono per niente ambiziosi: mi sto chiedendo se questo briefing non nasconda qualche trabocchetto.”
Amber ed Evelyn si guardano senza parlare e soprattutto senza capire.
“In che senso trabocchetto?” chiede Evelyn sospettosa.
“Beh, mi pare evidente che se il nostro piano d’investimento basato su questo briefing sarà eseguito dai nostri concorrenti, non sarà difficile per loro dimostrare che la loro ottimizzazione è almeno pari se non superiore alla nostra. Anche un bambino riuscirebbe a portare a casa almeno 1% in più degli obiettivi.”
“Va bene, vuol dire che Violet sta ponendo le condizioni per giustificare la sua gestione al prossimo consiglio d’amministrazione.” Ribatte Amber. “Ma non è un trabocchetto.”
“Lo è se Violet applica la clausola del contratto che prevede penali in caso di mancata o incompleta applicazione degli sconti fiscali previsti per legge al momento del briefing e il briefing ha la data di lunedì: lo stesso giorno dell’approvazione delle nuove norme.” risponde Evelyn e guarda Amber con un sorriso che vorrebbe essere astuto, ma riesce solo ad essere volgare. Amber la guarda senza espressione e si rivolge a Laura.
“Quindi che cosa ci consigli di fare?”
“Dobbiamo rispondere con un piano che assicuri i livelli richiesti e la cui esecuzione sia garantita a prescindere dall’agenzia che lo eseguirà, ma possiamo anche indicare un livello più ambizioso, che metta in difficoltà la nuova agenzia. In questo caso dobbiamo assumerci l’onere di onorare la proposta in caso l’agenzia entrante sia incapace di eseguire il piano, quindi dovete decidere voi fino a che livello ci possiamo permettere di rischiare.”
Le decisioni non sono mai state il forte di Amber, che quindi gira lo sguardo su Evelyn, la quale sta ancora assorbendo la dichiarazione di Laura cercando di non farlo capire. Laura si morde le labbra per non ridere: in questo momento le due sembrano la versione femminile di Stanlio e Ollio. Non è un caso che il soprannome di Amber sia Mantide Religiosa, in quanto a Evelyn, il soprannome più gentile che si sussurra nei corridoi è Balena.
Evelyn stringe gli occhi a fessura e Laura sente arrivare la freccia prima ancora che la voce di Evelyn cominci a sibilare.
“Semplice. Fai alternative ad incrementi progressivi del 2% fino a che non raggiungi il massimo livello di rischio che la Fed ci copre. Domani decidiamo quale presentare.”
“Domani? Ma come faccio? Non ho nemmeno un assistente!” protesta Laura indignata al palese abuso di potere.
“Hai un laptop. Usalo.” È la risposta di Evelyn. Amber la guarda senza espressione e Laura si rende conto che anche lei ha paura di Evelyn, come tutti. Non le resta che raccogliere tutta la sua dignità insieme ai documenti e lasciare la sala riunioni. Sulla porta però si gira e dice soavemente: “Il fatto che nessuno ti dica che sei una stronza non denota la tua virtù, ma solo la nostra buona educazione. Buona sera.”
 
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