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 ego... di paola
 
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Sono emigrata in Olanda per amore quindici anni fa. Nei primi dieci anni ho intrattenuto i miei amici sulle usanze olandesi, poi ho cercato di far loro vedere come sono assurde le vicende italiane viste da qui. Adesso racconto semplicemente quello che mi succede.

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\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 27/11/2011 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 967 volte)
“Sei sicura?” chiede Elly a Megan, aggrottando la fronte.
E’ passata una settimana dalla pubblicazione delle foto di Marcia e Greg e da allora Elly telefona quotidianamente a Megan per sondare la temperatura della vox populi. Come previsto, la notizia ha sollevato un vero vespaio e Laura è stata perfino costretta – dietro consiglio di Megan - a tenere Larry un paio di giorni a casa con la scusa di una sospetta varicella per non esporlo agli sguardi e ai commenti più scabrosi.
“Sicurissima. L’ho sentito con le mie orecchie. Due insegnanti parlavano in corridoio e la porta era aperta. Non ho riconosciuto le voci perché parlavano sottovoce e io mi sono praticamente mummificata sul posto per non far capire che ero in ufficio.”
“Allora è arrivato il momento di riunire la cupola.” conclude Elly con un sospiro. “Alle sette a casa mia e guai a te se fiati.”
“Ma ti pare!” sbotta Megan offesa. “Semmai è di Amy che devi stare attenta.”
“Ad Amy ci penso io. Tu comincia a pensare come usciamo da questa impasse. A dopo.” Ed Elly tronca la telefonata perché è già sull’altra linea con Amy. Finita la conversazione si accascia sulla poltrona ergonomica e fissa un punto nel vuoto oltre lo schermo del PC.
Questa non ci voleva, pensa con disappunto. Passato lo tsunami di reazioni del primo momento, da un paio di giorni le acque si sono finalmente calmate. L’ufficio stampa di MSF ha fatto prontamente sapere che la spedizione, capitanata da Greg Carter, è in viaggio per Johannesburg da dove – dopo aver fatto rapporto alla sezione locale – ripartirà per tornare definitivamente in Europa; questione di una settimana, due al massimo. Laura ha recitato la sua parte in modo magistrale rilasciando un glaciale no comment a tutti i giornalisti che avevano preso d’assalto la casa e facendosi vedere la sera stessa in un noto ristorante in compagnia di Eliza e Basil Bennet ed un amico di famiglia non meglio identificato, dopodiché ha presenziato ad una soirée di beneficenza insieme ad un noto politico locale e infine si è lasciata fotografare in occasione dell’apertura della stagione teatrale insieme all’amico di famiglia con cui era stata al ristorante. Sarah è stata spedita in visita ad una provvidenziale zia malata e la stagionata quanto regolarmente sposata governante di casa Bennet ha ostentatamente accompagnato Lawrence alla scuola materna insieme a Timothy. Tutto procede secondo il programma meticolosamente organizzato da Eliza, che è perfino riuscita a convincere due amici di Basil, noti sia per i loro irreprensibili costumi che per la loro influenza sociale, ad accompagnare Laura nelle occasioni mondane da lei accuratamente selezionate, allo scopo di scoraggiare ogni ulteriore commento sull’argomento. E lo scopo è stato finalmente raggiunto. Ma questo programma non è mai stato pensato per il lungo periodo: ha solo la funzione di traghettare Laura e Lawrence indenni fino all’arrivo del prossimo volo da Johannesburg. E invece adesso bisogna rivedere tutto. Elly si riattacca al telefono.
Quando Amy arriva a casa di Elly, Megan è già seduta nella poltrona migliore con un bicchiere di vino accanto a se e l’aria da cospiratrice che sfoggia nelle occasioni più gravi. Elly invece passeggia nervosamente coll’auricolare dell’iPhone saldamente piantato nell’orecchia e ogni tanto urla “No che non va bene.” oppure “Questa è l’idea più idiota che abbia mai sentito.”
“Greg non torna prima di Natale!” sbotta Megan che ha dovuto tenersi la notizia dentro tutto il giorno e non ce la fa più.
“E buonasera anche a te Meg.” risponde Amy con calma olimpica. “Alcool prima di cena? Poi non lamentarti se ti vengono le rughe.” e si serve una tazza di thè verde dalla teiera giapponese già pronta sul buffet, poi si siede deliberatamente sulla poltrona più lontana da quella di Megan e inizia a sorseggiare il thè con studiata lentezza. A Megan non resta altro che aspettare che Eliza abbia finito la sua telefonata.
“OK ragazze.” dice Elly passando dalla telefonata alle amiche senza soluzione di continuità. “Quel grandissimo mascalzone, che ormai da troppi anni tiene Laura sotto il tallone, sta mandando all’aria il nostro programma di salvataggio con la sua pervicace ostinazione a rimanere in Sudafrica oltre ogni ragionevole limite.”
“Ma Elly, dai, non è colpa sua!” esclama Megan. “E’ scoppiata un’epidemia, sono tutti in quarantena: non possono partire prima di quaranta giorni, se tutto va bene.”
“Grazie Megan, conosco il significato della parola quarantena. Ma siccome conosco anche Gregory Carter, non escludo che sia capace di far dichiarare una quarantena per rimanere dov’è. Un’epidemia di febbre gialla non è nulla in confronto a quello che lo aspetta quando rimette piede qui, te lo assicuro.”
“Vediamo il lato positivo della faccenda – interviene Amy - Finché è in quarantena non può vedere quella puttana, ammesso che siano davvero ancora in contatto.”
Lo sguardo delle altre due la fa ammutolire. “Oh, no!” esclama abbandonando la sua abituale flemma e quasi facendo cadere la tazza di thè.
“Oh, sì!” ribatte Elly ormai fuori di sé. “Puoi sempre contare su Gregory per peggiorare una situazione già sufficientemente pessima. Ho passato praticamente metà del pomeriggio a verificare le informazioni e vi posso confermare quanto segue. Primo: quelle famose foto sono più recenti di quanto tutti noi pensassimo. Secondo: Marcia Barnes si trova attualmente nel campo della spedizione e - terzo: anche per lei vale la quarantena.”
“Ma questo è ... è ...” balbetta Amy lottando con la risata isterica che le sale dalla gola.
“Un disastro.” conclude Eliza. “A meno che naturalmente la signorina in questione non cada vittima della febbre gialla. Purtroppo la mortalità è inferiore al 10% - ho controllato – e in ogni caso non è nemmeno detto che sia febbre gialla. No, l’unico vantaggio che abbiamo in questa situazione è che Laura ha tempo fino alla fine della quarantena per avviare la pratica di divorzio.”
“Pra ... pra ... pratica di divorzio?” adesso è Megan a balbettare. “Ma ... Elly, è proprio necessario?”
“Dopo quest’ultimo evento direi che abbiamo superato lo stadio della necessità e siamo approdati all’inevitabilità.” sentenzia Elly con uno sguardo che non ammette repliche. “Ma abbiamo quaranta giorni da riempire in attesa del lieto evento. Idee?”
 
Di paola (del 20/11/2011 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 1250 volte)
E’ stata una settimana d’inferno per Laura. Non solo ha dovuto confrontare Greg su Skype con il fiato caldo di Elly sul collo e le disgustose foto di Marcia davanti agli occhi, ma si è dovuta sottoporre a un programma serrato di eventi mondani in compagnia dei più vetusti, noiosi e arroganti rappresentanti dell’establishment, costantemente assediata dai giornalisti, vessata dalle comari di paese e senza il conforto della perfetta organizzazione di Sarah, mandata fuori paese in fretta e furia in attesa che le acque si calmino.
Ovviamente Greg ha negato ogni rapporto con Marcia Barnes che esuli dallo stretto necessario ai fini della missione, si è mostrato genuinamente stupefatto delle fotografie incriminate e si è affrettato a onorare la sua promessa di concludere la missione immediatamente: ieri le ha faxato il biglietto aereo di ritorno per tranquillizzarla, ma manca ancora una settimana alla partenza e Laura si sente sempre più stanca e depressa. Perciò, quando lo smartphone squilla e il nome di Violet Maddington appare sul display, vorrebbe buttare l’apparecchio o se stessa fuori dalla finestra. Invece si fa forza e le sue labbra ritrovano automaticamente la posizione del sorriso artificiale che l’ha accompagnata tutta la settimana.
“Buon giorno Violet. In che cosa posso esserti utile?”
Violet Maddington è una donna troppo cattiva per essere vera. Generalmente si trova solo nelle peggiori soap opera e nelle fiabe per bambini alla voce perfida regina/matrigna. E’ una sadica naturale, endemicamente corrotta, che camminerebbe volentieri sui cadaveri di tutta la sua famiglia per cinquecentomila euro o cinque minuti sotto i riflettori. L’espressione ‘abuso di potere’ sembra esserle stata disegnata addosso, al contrario delle creazioni di Donna Karan nelle quali cerca invano di strizzare natiche sempre più giunoniche. Quando non presenzia agli eventi con copertura mediatica o alle feste più esclusive, vessa il personale della holding che porta il suo nome, o meglio, il nome del bisnonno che ha costruito l’impero economico con un fatturato tra i primi dieci della nazione su cui Violet oggi spadroneggia. La stessa holding che ha appena comunicato la cessazione dei rapporti con l’agenzia in cui lavora Laura, facendone crollare il valore azionario e costringendo al direzione ad una repentina ristrutturazione.
“Cercavo Evelyn, ma non risponde al cellulare. Hai idea di dove sia?” gracchia Violet indignata per quello che evidentemente considera un affronto personale.
“Credo che sia in una riunione a porte chiuse in questo momento. Devo farle avere un messaggio?” risponde Laura diplomaticamente. L’idea che lei sappia dove Evelyn si trovi in ogni minuto della giornata è ovviamente insensata, ma questo non sembra far parte delle considerazioni di Violet. Evidentemente  il numero di Laura era appena sotto a quello di Evelyn nell’elenco delle chiamate recenti, altrimenti avrebbe chiamato il primo numero a caso e avrebbe preteso dal malcapitato interlocutore informazioni precise sulla dislocazione di Evelyn.
“Sì. No. Vai bene anche tu. Ho bisogno dell’ultima flowchart con le stime di budget dell’anno. Evelyn avrebbe dovuto mandarmela ieri ma evidentemente se n’è dimenticata come al solito.” La stoccata è perfida quanto falsa: Evelyn è talmente efficiente che la flowchart è sicuramente stata spedita ieri all’ora stabilita ma Violet non guarda mai oltre il primo messaggio della fila nella sua mailbox. Laura clicca sulla cartella dove tutti gli aggiornamenti di budget vengono automaticamente archiviati e naturalmente la mail di Evelyn è lì da ieri pomeriggio.
“L’ho appena rispedita. Dovresti riceverla entro pochi secondi.” dice Laura ad alta voce.
“Come? Ah, sì, è arrivata adesso.” e Violet taglia la linea bruscamente, delusa di non aver potuto torturare qualcuno prima di colazione. Ma sono solo le otto di mattina e adesso il numero di Laura è al primo posto nella lista delle chiamate recenti. Sarà una lunghissima giornata.
Nove anni prima, quando Laura aveva lasciato l’agenzia giurando che mai e poi mai si sarebbe fatta coinvolgere di nuovo nel suo delirio (le ultime parole famose – pensa amaramente), le era sembrato di aver finalmente superato un traguardo importante (Amy direbbe, di aver sciolto un nodo karmico). Lacrime vere le bruciavano gli occhi e scorrevano sulle gote accaldate mentre il CEO dell’agenzia concorrente le dava il benvenuto nella nuova famiglia. L’aveva fatta sentire come una moglie traumatizzata che avesse finalmente trovato il coraggio di lasciare il marito e bussare al centro di accoglienza per le vittime della violenza domestica. Di sicuro, dopo sedici anni con clienti come Violet Maddington e colleghi come Evelyn Hill, Laura si sentiva una moglie traumatizzata.
Più che un centro d’accoglienza, l’agenzia concorrente sembrava il paese dei balocchi: le avevano offerto quasi il doppio dello stipendio per gestire un portafoglio clienti da capogiro e venti collaboratori per aiutarla. Ma, come nel paese dei balocchi, appena le bollicine del Veuve Cliquot che il CEO aveva stappato erano svaporate e l’applauso di benvenuto del board si era spento, le botte erano ricominciate.
Quella era stata la lezione di vita più profonda che Laura avesse imparato. Nessuno ti offre mai una cena gratis e non esistono mariti non violenti - se si è sposate al proprio lavoro.
Quando aveva incontrato Greg, così diverso da tutti gli altri uomini che aveva conosciuto e a suo modo così esotico, pieno di entusiasmo e sogni come un bambino, Laura era stata folgorata. Aveva impiegato sedici anni per cambiare datore di lavoro, ma in meno di sedici ore aveva cambiato tutta la sua vita per stare insieme al suo principe dagli occhi azzurri. Poi Greg le ha regalato la cosa più bella e preziosa che avesse mai avuto: Lawrence e così Laura è stata costretta a rimangiarsi il suo giuramento per non dover dipendere dalle sempre più ridotte finanze del marito, le cui imprese non sembrano mai andare a buon fine. Greg non ha mai dovuto lavorare per guadagnarsi da vivere, per cui si occupa esclusivamente dei progetti che lo appassionano, incurante del risultato economico. Non sorprendentemente, in capo a cinque anni ha spensieratamente dilapidato tutto il patrimonio ereditato dal padre e adesso solo il lavoro di Laura e la reputazione della famiglia lo tengono a galla. Questa missione per conto di MSF è la sua ultima possibilità di ripristinare almeno in parte la sua reputazione personale e il suo patrimonio. Per questo Laura lo ha lasciato andare e – nelle parole di Eliza – gli ha dato tutta questa corda. Per questo gli crede quando dice che tra lui e Marcia Barnes non c’è niente. Per questo sa che tornerà.
La rêverie di Laura viene interrotta dal lampeggio dello schermo: una mail di Greg. Laura apre la bustina e tutto cambia.
 
Di paola (del 13/11/2011 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 872 volte)
“Alle volte Amy è proprio insopportabile.” esordisce Elly dopo il lungo silenzio che ha contraddistinto il rientro a casa. Tim e Larry sono stati affidati alle sapienti cure di  Sarah che, dopo averli accuratamente ripuliti dalle foglie e dalla terra, li sta intrattenendo con una tazza di cioccolata e un complicato gioco di pazienza.
“Vero – risponde Laura – ma la sua conversazione mi mette sempre di buon umore e quella sua puzzolentissima tisana è davvero miracolosa: il mal di testa è ormai solo un lontano ricordo e anche il ricordo della serata a casa di Amber si fa sempre meno doloroso. Inoltre - continua con un sospiro rassegnato – ha assolutamente ragione. Ho bisogno di sesso. Ma questa non è una buona ragione per ricontattare William e finire in guai peggiori. Il sesso può aspettare e, appena Greg torna, quella ridicola insinuazione su me e Sarah sparirà come neve al sole. Non dovrebbe mancare molto ormai.”
Elly si raschia la gola e sospira profondamente. “E´ proprio di questo che ti volevo parlare. – dice con un tono che spera non risuoni troppo drammatico. “Ero al telefono con il caporedattore del giornale, prima, a casa di Amy.” il giornale, come lo chiama Elly, è il settimanale scandalistico più letto della nazione e il numero di lettori dell’edizione online sta superando perfino quello del telegiornale delle otto.
“Mi sono presa la libertà di chiedergli di informarmi se ci sono notizie che riguardano i miei amici più cari e devo dire che finora è sempre stato di parola. - Elly fa una pausa tattica prima di lanciare il carico da novanta.
“Sembra che circolino delle foto di Gregory con ... quella dottoressa di MSF. La ex fotomodella.” Dice Elly senza guardare laura negli occhi.
L’ex fotomodella: Marcia Barnes. Che il diavolo se la porti. La ragione per cui Laura prega ogni sera che Greg le telefoni e la rassicuri che tutto va bene, che la pensa continuamente e che tornerà presto. Nonostante di fronte a lei cerchi di mantenere un contegno rilassato e casuale, Elly sente formarsi un nodo allo stomaco.
“Ma devono essere vecchissime!” esclama Laura con un tono che vuol essere leggero ma è decisamente sopra le righe. “Marcia è stata con loro solo per i primi tre mesi: era uno stunt pubblicitario, naturalmente, per raccogliere fondi per la causa. Hanno fatto una quantità enorme di foto in varie location e l’ufficio stampa si occupa di farle arrivare periodicamente ai giornalisti per tener vivo l’interesse sulla missione.”
“Non quelle foto.” replica Elly stancamente. “Quelle le abbiamo da un anno e seguiamo le istruzioni dell’ufficio stampa di MSF. Queste sono di un’altra fonte. E sembrano recenti.”
“Quanto recenti?” chiede Laura con un tono che si fa sempre meno leggero e la voce che comincia a vacillare.
“Abbastanza da farci un articolo credibile per i lettori del giornale.” risponde Elly con un’alzata di spalle. “Se è un altro stunt pubblicitario, lo dobbiamo considerare un’azione personale, possibilmente della signorina Barnes perché ritengo Greg una persona di gusto.” conclude sempre evitando accuratamente di guardare Laura negli occhi.
Laura abbandona ogni pretesa di leggerezza e si accascia sulla poltrona. “Che cosa mi consigli di fare?” chiede con una voce che ormai è prossima alle lacrime. La giornata sembrava iniziata così bene, il sole e la compagnia di Amy le avevano perfino fatto tornare il sorriso sulle labbra. Adesso è ripiombata nel gelo dell’inverno nordico.
 “Queste foto saranno pubblicate domani. Se non lo facessimo noi lo farebbe il nostro concorrente e se lo facciamo noi posso almeno sperare di ridurre il ruolo di Greg al minimo indispensabile. Non che ci sia molto da ridurre, purtroppo.
“Ti consiglio di chiamare Greg subito e di dirgli che la situazione è arrivata ad un punto tale da rendere il suo rientro tanto urgente quanto indispensabile. Ti esorto anche a comunicargli che se - per qualsiasi motivo - non intende rientrare entro tempi ragionevoli, tu ti troverai costretta a rendere conto delle sue azioni pubblicamente. Non perché dubiti di lui, ma perché altrimenti la tua reputazione pubblica sarebbe irreparabilmente rovinata e questa è l’unica cosa che non ti puoi permettere, per il bene di Lawrence. Sii ferma, ma qualunque cosa tu dica non far trasparire mai il fatto che tu credi alla storia che le foto vogliono raccontare. Se Greg è innocente sarebbe un esercizio in futilità e se è colpevole devi fargli capire che lo hai perdonato. E nell’inverosimile ipotesi che Greg non torni nemmeno dopo questo tuo ultimatum, costi quel che costi devi avviare una pratica di divorzio e farti vedere in giro con qualche maschio. Non occorre che sia William: se è necessario te ne posso prestare quanti ne vuoi, o quanti ne servono a ripristinare la tua reputazione.”
Elly si è preparata il discorso durante tutto il viaggio di ritorno e la sua intenzione era di dire quello che aveva da dire e levarsi di torno il prima possibile, ma adesso si rende conto che è stato un pensiero insensato. Maledetta domenica. Avrebbe tanto desiderato avere altre notizie da elargire, come quella volta che il caporedattore le aveva portato un piccolo trafiletto scovato nel supplemento scientifico del Guardian e che Sarah aveva diligentemente incollato nell’album in cui teneva tutti gli articoli e le fotografie pubblicate sulla missione, album che troneggiava da un anno sul tavolino da caffè in soggiorno ad esclusivo beneficio delle malelingue locali, in caso venissero in visita o ad informarsi sulla salute della signora Carter. Laura era stata così felice allora e aveva citato l’articolo per un mese intero in ogni occasione sociale. Adesso invece comincia a singhiozzare silenziosamente e il nodo nello stomaco di Elly sale in gola.
 “Dai Laura, non fare così. E’ il segreto di pulcinella! Si dice da Natale che Greg ti ha lasciato per quella ... persona. E ti assicuro che le simpatie fino a poco tempo fa stavano tutte dalla tua parte.”
“Ma non è vero! – urla Laura ormai fuori controllo - E se anche lo fosse finora non c’erano prove. E se anche adesso ci fossero è una storia vecchia, finita. Marcia non è più con la spedizione da dieci mesi!”
“Ma questo non è assolutamente il punto! E’ passato troppo tempo, Laura. La spedizione sarebbe dovuta durare un anno, Greg dovrebbe essere già qui da un mese! E se anche Marcia fosse uscita di scena, qualcun’altra avrà preso il suo posto, altrimenti Greg sarebbe tornato: questo è quello che si dice in giro.” spiega Elly pazientemente. “E la ragione per cui la vox populi ha smesso di supportarti è perché nessuno si sarebbe mai aspettato che tu gli dessi così tanta corda. Devi fare qualcosa subito se non vuoi che le cose diventino ancora più spiacevoli.”
 
Amy
Di paola (del 06/11/2011 @ 18:00:58, in feuilleton, linkato 928 volte)
“Allora, com’è andata la cena di Amber?” chiede Amy maliziosamente mentre versa nella tazza di Laura la sua rinomata tisana contro indigestione, costipazione e postumi di sbornia. E’ una meravigliosa domenica mattina piena dei raggi caldi e dorati di un sole da estate indiana e il giardino della casa di Amy è ricoperto di foglie di acero altrettanto dorate. Laura e Amy si sono sdraiate sulle chaises longues per non perdere nemmeno un raggio di sole, Lawrence e il figlio piccolo di Eliza, Timothy, stanno costruendo una capanna di foglie in fondo al giardino, opportunamente fuori dalla portata delle loro voci e Elly è rientrata in casa per concludere una delle sue laboriose conversazioni telefoniche con almeno tre persone diverse. Laura sorride debolmente dietro gli occhiali da sole e sorseggia l’orribile miscuglio puzzolente sperando che faccia effetto prima che la sua tempia esploda.
“Dopo il quarto bicchiere di champagne bene, visto che sono praticamente entrata in coma e ho trovato spiritose perfino le battute di Stephen.”
“Non avresti bisogno di ubriacarti così vergognosamente se facessi uno sforzo per interagire con gli amici di Amber. Non dev’essere difficile dato il loro livello intellettuale. La verità è che sei una snob.” Sentenzia Amy sempre più maliziosa, solo per provocare Laura, giacché lei evita accuratamente tutto l’entourage di Amber e non andrebbe a una sua cena nemmeno a pagamento.
“Non vedo perché dovrei abbassarmi a interagire con quella feccia, considerando che ho passato la maggior parte della mia vita ad evitarla accuratamente.” Replica Laura stando al gioco. “Non sono andata nei loro college, non mi sono iscritta a nessun club o sorority e non ho mai imparato a giocare a golf, tennis, bridge e quant’altro potesse farmi entrare nel loro mefitico raggio d’azione. Ho perfino convinto Greg a traslocare nel quartiere più distante dai loro. Perché me li trovo continuamente tra i piedi?”
“E’ un nodo karmico, ovviamente.” Dice Amy con la stessa naturalezza con cui ordina il pane dal fornaio. “Se non vuoi più essere obbligata a trovarteli trai piedi devi rompere il muro di ostilità che hai nei loro confronti. Devi imparare a rispettarli e ad amarli per come sono. Non possono farci niente se sono stati accuratamente educati a diventare degli stronzi come i loro genitori: non hanno altri modelli di riferimento.”
“Vuoi dire che non sanno che esiste altro champagne oltre il Crystal? Non farmi ridere! Perché non possono parlare di qualcosa che non sia finalizzato alla pesca d’altura o al sesso promiscuo? Possibile che non leggano un libro, non vedano un film o non visitino una mostra, un museo, una città per il puro gusto di farlo? Non posso credere che siano così lobotomici!”
“E infatti non sono così lobotomici. Ma nelle occasioni mondane si limitano a quel tipo di conversazione superficiale in cui tutti si possono ritrovare, una sorta di minimo comun denominatore che evita accuratamente di entrare sul terreno personale. Oltretutto parlare di libri e film è così middle class. O rischia di diventare troppo intellettuale e in ogni caso è troppo intimo – potrebbe rivelare il loro vero carattere e i loro veri gusti – non sia mai!“
“Continuavano a fare giochi di parole orrendi, come adolescenti in calore, no, peggio, a livello puberale. Come diavolo faccio a ritrovarmi nelle loro squallide allusioni sessuali da prima media?”
“Poveretti, sono così profondamente frustrati. Devono ubriacarsi per accettare l’idea di fare sesso, poi sono così ubriachi che non si ricordano più niente di quel che è successo e probabilmente erano talmente fatti che non è successo proprio niente. Non per niente devono andare fino in Tailandia per farsi scopare a pagamento.”
“Ma è disgustoso!”
Amy continua senza dare retta alle proteste di Laura: “Forse dovremmo cominciare a scoparli noi, gratis o a pagamento. Dar lezione alle loro donne. Scommetto che quelle anoressiche non hanno la più pallida idea di come si fa un pompino decente.”
“La sola idea di vedere uno dei loro cazzi molli mi fa vomitare.”
“E a questo proposito – continua Amy senza perdere una battuta – quand’è stata l’ultima volta che ti sei fatta fare il pieno?”
“Amy, ti prego! Mi fai sentire un’automobile!”
“Lo siamo tutte mia cara. La nostra preziosa passera è il nostro motore  e il tuo rischia di arrugginire se lo lasci ancora fermo. Sai bene che l’esercizio regolare fa bene alla pelle e ti riallinea i chakra. Senza contare che – dice Amy togliendosi gli occhiali da sole e guardando Laura dritta negli occhi – in paese si dice che ti fai la governante. C’è qualcosa che mi devi dire al proposito?”
“Te lo dico io qualcosa al proposito.” Interviene Elly che ha sentito l’ultimo brandello di conversazione. “Amy Bell, mi vergogno di te! Da quando in qua dai retta a quel che si dice in paese?”
“Qui non si tratta di dar retta ai pettegolezzi, ma di correre ai ripari. La situazione è grave.” Sentenzia Amy imperturbata. “Anche se Laura non ha quel tipo di gusti, il solo fatto che in paese circoli la voce è già sufficiente per capire che occorre intervenire presto e in modo convincente. La vox populi non perdona.”
“E tu suggerisci che Laura dovrebbe farsi montare da qualche stallone locale per sedare la calunnia di una sua relazione saffica con Sarah? Diventi sempre più disgustosa con l’età che avanza.” sbotta Elly rovistando nella borsa in cerca di liquerizia con un gesto impaziente.
“Basterebbe che lei e Willy fossero visti insieme in pubblico. La sua reputazione farà il resto senza che Laura debba nemmeno togliersi le mutande.” Commenta Amy con la massima naturalezza e, di fronte alle facce attonite delle amiche, continua stizzita: “Insomma! Greg è via da un anno e la moglie di Willy, lei sì che è stata beccata in flagrante compagnia di passere solitarie. Nessuno ci troverebbe niente di male se, data la situazione, Willy e Laura riallacciassero i rapporti interrotti.”
“No, grazie, non ho nessuna intenzione di riallacciare i rapporti interrotti con William.” protesta Laura a cui il mal di testa sta finalmente passando. “Hai la più pallida idea di che incubo sarebbe farmi vedere in giro con lui? Poi dovrei passare il resto della sera a togliermi le sue mani di dosso. Non se ne parla proprio.”
“Sai che sei piena di rabbia repressa?” Conclude seraficamente Amy. “Anche questo non ti fa bene. Se non vuoi fare sesso, almeno fai gli esercizi di meditazione che ti ho dato.”
 
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