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 ego... di paola
 
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In equilibrio su un filo di seta è una storia di donne. Donne che non cercano guai ma che ne trovano a pacchi. Donne in cerca di se stesse e di un significato per la loro vita sempre più vuota e allo stesso tempo sempre più frenetica. Donne idealiste, donne materialiste, madonne, angeli, streghe e puttane.

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\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 23/06/2011 @ 12:42:48, in diario, linkato 819 volte)
Siccome ero partita con l’idea di parlarvi delle ultime esternazioni del ministro Donner, oggi che tutti sono a Cannes per il festival del film pubblicitario mi prendo il lusso di farlo, così poi posso andare in vacanza tranquilla.
Allora, venerdì scorso il nostro ministro dell’interno ha battuto il pugno sul tavolo e ha chiuso il rubinetto dei sussidi agli immigrati (anzi, scusate, migranti) in quanto secondo lui il dovere di integrarsi nella cultura olandese non può essere a spese dello stato ma deve essere a carico del migrante stesso. Il quale migrante deve pagarsi i necessari corsi di lingua, cultura e galateo e procurarsi i vestiti consoni alla società da cui desidera essere accolto. Solo i migranti che dimostrano di essersi perfettamente integrati a loro spese verranno accettati, per gli altri è pronto il foglio di via.
Prima di dare libero sfogo alle battute che mi sono venute in mente vi devo dare un piccolo quadro del problema dell’immigrazione qui. Che è effettivamente diventato un grosso punto di imbarazzo governativo in quanto causato dal governo stesso. Negli idealistici e naif anni settanta, capro espiatorio di qualunque male contemporaneo, il governo socialista (ma egualmente opportunista) ha promulgato una serie di leggi a sostegno dell’immigrazione dalle colonie, in particolare Suriname, Antille e Indonesia, al tempo devastate dalle guerre civili che concludono invariabilmente il ciclo coloniale e/o dittatoriale.
Gli immigrati, sbarcati dai Boeing della KLM sovvenzionati dal governo olandese, venivano accolti a braccia aperte da gentili hostess che fornivano loro vestiti e scarpe pesanti e li indirizzavano ai pullman che li avrebbero condotti ai villaggi cui erano stati predestinati. Qui, ospitati in graziose case popolari con tanto di giardinetto e bicicletta, altre gentili assistenti sociali si occupavano di fornirgli corsi di lingua e cultura sovvenzionati con l’obiettivo di renderli produttivi il prima possibile e mandarli a lavorare nelle fabbriche sottooccupate di allora. Il problema è che son passati trent’anni e mentre le fabbriche progressivamente chiudevano, gli immigrati progressivamente aumentavano e nessun governo si è ricordato modificare le leggi ormai divenute anacronistiche. Inoltre, le nuove generazioni di immigrati, in particolare nordafricani, non ci pensano nemmeno ad integrarsi e importano dalla madrepatria mogli analfabete in burka con tutta la famiglia appresso, formando vere e proprie enclave musulmane radicali accanto ai mulini a vento dei polder. Come al solito, finchè è convenuto ai datori di lavoro si è chiuso un occhio sui palesi abusi della legge in nome della multiculturalità su cui si fonda la società olandese, ma le ripetute crisi finanziarie degli anni novanta hanno aperto gli occhi agli ariani e il resto è tristemente noto.
Solo che io mi chiedo, che intende il ministro Donner per integrazione? Posso permettermi di parlare olandese mettendo gli articoli determinativi a caso e pronunciando la G molle o devo anche fare un corso di fonetica e imparare a memoria tutte le eccezioni alle regole grammaticali per evitare il foglio di via? E devo mettermi gli zoccoletti o vanno bene anche le scarpe di Pollini? Devo farmi piacere per forza hagelslag e pindakaas o posso continuare a spalmare la mia baguette di brie? Anzi, posso mangiare la baguette del fornaio turco o devo per forza spalmare il brie sul roggebrood frisone? E devo conoscere a memoria la formazione del governo e l’inno nazionale o bastano i nomi dei capoluoghi di provincia e delle isole del mare del Nord? Posso ancora chiedere alla cassiera dell’Albert Heijn di passarmi un divider o devo usare l’ostico vocabolo olandese (buurtbalkje). Vi si gelerà il sorriso sulle labbra se vi dico che la ex ministra dell’immigrazione Verdonk ha avuto il coraggio di approvare un ‘inburgeringtest’ (test d’integrazione) in cui la risposta a tutte queste domande e molte altre ancor più specifiche è determinante ai fini del permesso di soggiorno. Come al solito, il test sta a prendere polvere in qualche cassetto ministeriale ma ci vuole un niente perchè venga opppotunisticamente tirato fuori e in un colpo solo l’Olanda si libererebbe non solo del 90% degli immigrati ma anche del 30% degli olandesi che ignora sia i nomi dei suoi ministri che il significato di buurtbalkje.
 
Di paola (del 21/06/2011 @ 23:53:19, in diario, linkato 962 volte)
A volte non c’è niente da dire per settimane e poi ci arrivano una serie di chicche imperdibili. Manco avevo finito di leggere le ultime dichiarazioni del ministro Donner sulla questione dell’immigrazione che l’NRC apriva l’edizione di ieri sera con il listino prezzi degli abusi sessuali a carico della chiesa cattolica. Tutto sommato mi conviene partire da qui, prima di tutto perchè, oltre ad essere freschissima, la notizia si presta ad infiniti giochi e sarcasmi assortiti con cui da ieri ci intratteniamo allegramente, poi perchè sicuramente in Italia non viene dato il giusto rilievo a questo tipo di notizie, mentre sull’immigrazione anche Maroni non scherza un cazzo (ma si parlano, mi chiedo). Allora, il listino prezzi. Non vi chiedo di credermi sulla parola: ho provveduto ad allegare il download della pagina in questione e anche se non sapete l’olandese le cifre le capite.
Per atti impuri non meglio specificati, che abbiano compromesso l’integrità morale della vittima senza comprometterne l’integrità fisica è previsto un rimborso danni di 5.000 euro. Invece per palpeggiamenti specifici delle parti intime con specifica di che cosa si intenda per parti intime (tette, culo e genitali) il rimborso sale a 7.500 euro. Se i palpeggiamenti sono stati ripetuti e protratti nel tempo si possono reclamare tra 10 e 20.000 euro. Stupro, occasionale o ripetuto: 25.000 euro e solo in casi eccezionali di di gangbang o altra scelleratezza sessuale che abbia definitivamente compromesso la salute fisica e/o psichica delle vittime – per la lista completa dei casi vi rimando al classico ‘I diavoli’ di Ken Russel - le vittime possono reclamare un rimborso danni di 100.000 euro. Il cronista procede quindi – nel modo clinico che si addice ad un quotidiano finanziario - a calcolare quanto questo costerà a Santa Madre Chiesa nel caso in cui solo il 25% delle vittime chieda effettivamente il rimborso e ci comunica che la cifra ammonta a 5 milioni di euro, di cui 1 coperto da assicurazione e 4 a carico della comunità cattolica. Il che è noccioline in confronto a quello che è stato sborsato dalla chiesa cattolica americana (1 miliardo di euro) e da quella irlandese (500 milioni di euro). E con ciò sapete anche dove va il vostro otto per mille. Battuta facile.
 Analizzando spassionatamente il listino prezzi si evince che la partecipazione ad un bunga bunga rende di più e che il divario in compensazione tra palpeggiamenti e stupro è oltraggioso. Come si fa a rimborsare 20.000 euro a chi si è fatto palpare culo e tette tutte le domeniche dopo la messa e solo 5.000 euro in più per chi è stato stuprato – magari analmente e pure ripetutamente?  A parte il fatto che le escort di Arcore prendono di più per due colpi e via e sono pure consenzienti nonchè quasi maggiorenni, come si fa a mettere il danno derivante da uno stupro e una mano sul culo sullo stesso piano? Sarà la mia mala educacion mediterranea e il ricordo di tutte le mani sul culo che mi son trovata gratis ogni volta che prendevo l’autobus a Milano negli anni ’80, ma a me pare che bisognerebbe sottoporre i membri della commissione Lindenbergh, autrice del listino, alla dimostrazione di entrambe le pratiche a cura di un volontario della Curia e poi, come si fa nelle ricerche di mercato, risottoporgli il listino e chiedere se alla luce dell’esperienza vogliono riconsiderare il punteggio dato. Anche senza arrivare a tanto, lo studio legale che rappresenta le vittime in Olanda ha già fatto sapere al signor Lindenbergh dove può mettersi il listino e promette una lotta all’ultimo euro anche per le vittime degli abusi non sessuali. E io mi chiedo, ma se è così allora posso chiedere anche io il rimborso danni per le sevizie psicologiche subite dalle suore del Beato Cuore all’asilo e in prima elementare? Nessuna mi ha mai toccato le pudenda, ma in quanto a danni permanenti alla mia psiche ne avrei da dire, peccato che son stata troppo poco in analisi per tirar fuori tutte le turbe di quel periodo. E con chi si va a parlare, nel caso?
 
Di paola (del 13/06/2011 @ 15:31:32, in diario, linkato 1061 volte)
Non mi ero mai accorta di quanto la mia vita assomigli al famoso quanto vecchio videogame che va sotto il nome di SuperMario Bros, disponibile su tutte le piattaforme Xbox, Nintendo e Playstation.
Nel gioco il nostro eroe Mario – un idraulico baffuto e paffuto – deve liberare la bella Peach dal castello dove è tenuta prigioniera con l’aiuto del fratello Luigi e altri simpatici personaggi di fantasia che mio figlio conosce a memoria e io mi dimentico trenta secondi dopo averli visti. Per arrivare al castello, Mario deve attraversare nove mondi e su ogni mondo deve sottoporsi a prove sansoniche per poter salire di livello fino ad uscire dal mondo in questione e passare al prossimo. Non mi chiedete quanti livelli ci sono in ogni mondo ma spero che il concetto sia chiaro. Tutto sommato un gioco estremamente ripetitivo e totalmente incommensurato alla ricompensa finale: Peach liberata scende dalla gabbia aperta tra cori angelici e dà un casto bacio a Mario – the end, mentre nei racconti della mia adolescenza il cavaliere dopo aver ammazzato il drago sposava la principessa o quantomeno ci stava una sveltina.
Adesso sovrapponete la vostra vita a questa trama e ditemi in scala da uno a dieci quanto vi ci ritrovate. Io 10.
Venerdì scorso ho passato tutti i livelli del mondo-Milano e ne sono definitivamente uscita con la vendita della mia quota dell’appartamento in cui abitavo al mio ex e alla sua gentile consorte. Con ciò non ho più nulla che mi lega alla città che per ben diciotto anni mi ha ospitato e che ha fatto da sfondo alla maggior parte dei miei amori e dei miei racconti. L’ultimo livello del mondo-Milano, ovvero la vendita delle mie proprietà, mi è costato ben tre anni, trenta telefonate, trecento mails e aspetto la parcella dell’avvocato per fare il saldo del danno economico. Ne esco con un tesoretto che teoricamente mi sarà utile nel proseguimento del gioco nei prossimi mondi e che da buona SuperMaria ho chiuso nella cassaforte virtuale della mia banca in attesa di decidere il da farsi.
Nel corso di tutta la giornata di venerdì ero in preda ad una grande stanchezza: eseguivo le mosse in pilota automatico, come vedo fare a mio figlio quando per l’ennesima volta si accinge a passare attraverso la palude infuocata del mondo 6 schivando tutte le trappole in essa contenute con un atteggiamento blasé che avrebbe fatto impazzire Oscar Wilde.
Mi sento vuota e aspetto il calo di adrenalina che invece non arriva perchè proprio come in SuperMario il gioco prosegue parallelo su almeno altri due mondi.
Nel mondo-lavoro sono a metà esatta della traiettoria che mi farà approdare ad un contratto a tempo indeterminato o al mondo della disoccupazione mentre il vikingo ha superato brillantemente tutti i livelli che gli consentono di operare come massaggiatore sportivo e adesso deve decidere se spendere il capitale virtuale o tenerlo in cassaforte. Il mondo-Matteo è uscito dal livello 5 e dopo la pausa estiva entrerà al livello 6: con il vikingo abbiamo constatato che ancora nove anni, quattro mesi e undici giorni ci separano dalla maggiore età del pargolo e quindi dalla riappropriazione della nostra vita di coppia ora inesorabilmente incagliata nel raggio trattore delle esigenze della nostra discendenza.
 
Siamo anche stati in vacanza, ma mi è sembrato di aver solo schiacciato il tasto pausa: appena ritornata a casa mi son trovata di nuovo nella palude e ho dovuto ricominciare a correre per schivare le sfere di fuoco lanciate dai cattivi. Cheppalle!
 
Se aggiungiamo che la nostra versione di SuperMario si svolge in un contesto che assomiglia sempre meno al divano del salotto riscaldato e protetto dove Matteo manovra il suo nintendo si capisce perchè l’adrenalina non cala. Il batterio E-Coli di nuova generazione sta mietendo vittime a pochi chilometri dalla frontiera e ancora non se ne sa la causa; le vendite di cetrioli, germogli di soia e cavolfiori sono colate a picco e sommate alla mucca pazza, l’aviaria e la suina siamo ridotti a pane e acqua. L’Olanda dura e pura modello Wilders è gravemente imbarazzata dall’ultimo scandalo pedo-sessuale che ha per protagonisti scellerati genitori di Hardinxveld-Gissendam (Zuid-Holland) che hanno offerto i favori sessuali della loro figlia di otto (!) anni ad un trentenne di Heusden (Noord-Brabant) in cambio di denaro - forse non per la prima volta. Per non parlare del processo DSK (Dominique Strauss-Kahn) che qui ha addirittura meritato l’intero supplemento domenicale dell’NRC Handelsblad, forse per farci dimenticare che anche se i nostri politici non hanno una vita sessuale da processo penale tagliano i fondi alla cultura, alla ricerca, all’istruzione e all’assistenza sociale come e meglio di un qualunque vecchio satiro mediterraneo al potere. Quale sarà il prossimo livello in questo mondo?
 
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