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 ego... di paola
 
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Nemmeno il calvinismo più rigoroso può cambiare la natura maschile. Gli uomini olandesi saranno anche due release sopra gli italiani, ma non c'è verso di fargli capire che i vestiti sporchi non volano da soli nella cesta della biancheria.

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\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 14/08/2010 @ 15:45:55, in diario, linkato 1061 volte)
Ci sono molte ragioni per cui mi piace tornare ogni anno a Sanremo, una delle quali è che nel condominio che ci ospita il tradizionale pranzo di ferragosto ricorda i fasti di Roma imperiale. Dalla fondazione 50 anni fa, i festeggiamenti condominiali iniziano la sera del 14 con una cena in abito da sera formale su tavolate allestite in piscina e si concludono con l’aperitivo del 15 composto ufficialmente dagli avanzi della sera prima, in realtà un altro banchetto. L’anno scorso oltre ai classici prosciutto, melone, salame e focaccia, sono arrivati antipasti di pesce e dessert gelati dall’Hotel Royal ad arricchire la tradizionale grigliata. Io mi ero messa un vestitino di cotone comperato in saldo in una boutique di Nijmegen e ho assistito sconcertata all’arrivo delle dame dell’alta società degli anni sessanta truccatissime, cotonatissime, profumatissime, sfolgoranti di gioielli e haute couture e traballanti su creazioni calzolaie palesemente inadeguate alle vene varicose e alle caviglie gonfie della terza età. Ho calcolato rapidamente che la mia vicina di tavolo ottantenne avrebbe potuto mantenere la mia famiglia per circa cinque anni solo con la donazione dell’anello a cabochon e del collier di brillanti e smeraldi e ho deglutito ancor più rapidamente un bicchiere di prosecco per dimenticare il pensiero. 
 
Si narra che negli anni della dolce vita il bagnino avesse il compito di svuotare la piscina il 14 mattina per permettere alle signore in lamé e ai signori in smoking di dilettarsi dopo cena in danze sfrenate fino a notte fonda. Constatato che i tacchi a spillo delle signore rompevano le mattonelline del fondo, l’usanza è stata abbandonata a favore dell’attuale bagno di mezzanotte: le stesse signore in lamé e signori in smoking - attualmente abdicato a favore di un meno formale completo giacca e cravatta - vengono gettati in acqua vestiti, scarpe e gioielli compresi tra l’ilarità generale. Questa usanza tanto amata dalle classi superiori mi perseguita dai tempi della mia adolescenza e anche dopo tutti questi anni non incontra ancora il mio favore, per cui l’anno scorso mi sono defilata all’inglese pochi minuti prima del tocco e ho ascoltato i racconti esilarati dei protagonisti dell’avventura durante l’aperitivo del 15, bevendo prosecco come un’ossessa per non pensare a quanti anni avrei potuto mantenere la mia famiglia con tutti i gioielli, telefonini, orologi, scarpe e vestiti irrimediabilmente rovinati dalla permanenza nell’acqua salato-clorata della piscina.
 
Data la complessità dei festaggiamenti, l’organizzazione della cena di ferragosto è oggetto di discussione fin da luglio e la discussione è parte integrante dell’esperienza proprio come la preparazione del Palio di Siena. L’anno scorso non avevo abbastanza confidenza con il gruppo delle signore organizzatrici per essere messa a parte della discussione per cui mi sono limitata a pagare la quota di partecipazione e a fare i doverosi complimenti per lo sforzo e il risultato. Quest’anno devo aver valicato un confine invisibile perchè di colpo mi son trovata nel raggio di ascolto del gruppo organizzatore e ho potuto quindi partecipare sia pur indirettamente ad una modesta parte delle discussioni e perfino della preparazione. Non vi eccitate perchè il trucco c’è e si vede: quest’anno, per la prima volta dalla fondazione, si è assistito ad uno scisma. Le organizzatrici storiche si sono dichiarate indisponibili alla continuazione del mandato e hanno comunicato che sarebbero andate invece alla cena dell’Hotel Royal, riservandosi di organizzare solo l’aperitivo del 15. Si ipotizza che la ragione di questa sorprendente dichiarazione stia nel comportamento scorretto di alcuni condomini che gli anni scorsi pare comunicassero la loro adesione all’ultimo momento e si permettessero perfino di invitare numerosi ospiti non residenti: un comportamento pienamente in linea con la nouvelle vague dell’italianità predatrice e rampante del popolo delle libertà, che ha giustamente sollevato le ire delle compagne del comintern. A riprova di quanto ipotizzato, il tentativo di un altro gruppo di organizzare la cena in piscina con una formula alternativa in cui ogni famiglia si impegna a preparare un piatto per la sua tavolata ha sortito non più di una ventina di adesioni sui quasi duecento condomini presenti. Un commento rigorosamente anonimo quanto rappresentativo dell’atmosfera: “E certo, quando gli bastava versare la quota e presentarsi all’ora di cena ovvio che partecipavano. Adesso che gli tocca lavorare figurati!”
 
Noi naturalmente siamo tra i venti: mia madre e le sue due amiche sanremesi sono state per oltre un decennio le regine incontrastate del pranzo di ferragosto a Spiazzi che constava di minimo sei antipasti, pasta al forno, arrosto, brasato al barolo, tre contorni e un tripudio di dolci della gara di cucina condominiale, figurati se si lasciano scomporre da una semplice grigliata. Le signore si sono riunite qualche sera fa dopo cena per stendere il menù e assegnare i compiti: una discussione al cui cospetto il G9 è una chiacchierata tra amici. Io mi sono prudentemente ritirata dal dibattito appena ho visto l’aria che tirava dopo un quarto d’ora di discussione sull’opportunità di fare o meno le torte salate, rendendomi naturalmente disponibile per la confezione di un piatto a scelta che ho anche puntualmente preparato (curry di carne classico secondo la ricetta di Julie Sahni). Alla vigilia della cena non mi è ancora molto chiaro che cosa mangeremo: di sicuro c’è la polenta con vari intingoli al posto della grigliata, il che – data la potente perturbazione che ci ha raggiunto proprio oggi – si è rivelata una scelta ispirata. Poi sono stati comperati chili di focaccia, salame, gorgonzola, prosciutto e melone e due signore si occupano del dolce consistente in torta caprese e torta di pesche. Non rischieremo di sfigurare anche senza il catering dell’Hotel Royal e magari la pioggia ci eviterà perfino il bagno di mezzanotte. In ogni caso, il ferragosto italiano si conferma un’esperienza imperdibile.
 
Di paola (del 03/08/2010 @ 16:06:39, in diario, linkato 804 volte)
Siamo per la terza estate consecutiva in vacanza a Sanremo e per la terza volta siamo felicissimi di aver fatto questa scelta. Arrivare in un posto caldo e soleggiato, pieno di fiori, dove tutti sorridono e ti salutano come se fossero veramente felici di rivederti e dove si mangia come dio comanda mi ha restituito in un colpo solo tutta l’energia e il buon umore persi in tre mesi di sfighe e casini aziendali.
Ho passato la prima settimana a fare incetta di sandali, borse e vestiti in saldo e oggi mi sono comperata uno smalto per unghie oltraggiosamente rosa e iridescente con il quale ho completato il mio holiday look. La pista ciclabile finita l’anno scorso comprende da quest’anno un servizio di noleggio che sfrutto ampiamente evitandomi in un colpo solo code e attese alle fermate del bus. Del resto tutto quello che mi serve si trova sulle due strade parallele alla ex ferrovia convertita in pista ciclabile: via Matteotti e via Roma, così vado ogni mattina a comperare la focaccia fresca dal baretto di piazza Cavour e tornando prendo il cappuccino al bar della Foce. Una vita da sogno, se non fosse per le auto perennemente ingorgate, puzzolenti e strombazzanti che occupano ogni possibile superficie, anche quelle riservate ad usi non stradali come marciapiedi, passaggi pedonali, passi carrai etc.
Dieci anni fa, per sfogare la mia ira repressa contro gli automobilisti, ho scritto un romanzo di fantapolitica in cui le auto a Milano erano state proibite a seguito di un maxi ingorgo fatale. Ben Elton aveva già dedicato al problema Gridlock, opera di qualità infinitamente superiore al mio modesto contributo. Non sarà stato merito suo ma adesso a Londra le auto private non circolano più, mentre constato che in Italia pare impossibile far rispettare le più elementari norme di educazione civica e del codice della strada. A Sanremo è stata costruita una nuova ferrovia e una nuova via Aurelia per disgorgare il traffico cittadino ma la pista ciclabile viene usata esclusivamente da pedoni e olandesi in vacanza, mentre l’Aurelia originale è ingorgata dalle otto di mattina alle otto di sera. Ieri siamo andati a prendere mia madre alla stazione FFSS di Ventimiglia: un’ora per fare 15 km, se avessimo preso l’autobus avremmo fatto prima. Ecco perchè la nostra auto di solito resta in garage per tutto il tempo della nostra vacanza  e la usiamo solo per arrivare e ripartire.
Quello che non capisco è come facciano i miei ex compatrioti (non so se notate ma sto prendendo sempre più le distanze) ad ostinarsi caparbiamente ad usare l’auto anche quando è evidente ad un lattante che qualunque alternativa sarebbe più veloce ed economica - e non ho nemmeno accennato all’impronta di CO2, di cui notoriamente se ne fregano tutti. Io utilizzo gambe, biciclette e mezzi pubblici da sempre: odio guidare e uso la smart (nota bene, mica una vera auto) solo se proprio non ne posso fare a meno; da quando sono emigrata la smart sta a fare le ragnatele sul marciapiede antistante casa e se non fosse che ogni tanto devo fare la spesa grossa all’Albert Heijn o andare da un cliente fuori rotta NS mi dimenticherei che esiste. Quando lo faccio notare ai miei ex compatrioti mi rispondono unanimi che i mezzi pubblici olandesi sono più efficienti di quelli italiani, al che ribatto che ho vissuto a Milano ben quindici anni nei quali ho usufruito esclusivamente dei mezzi pubblici locali e non ho mai sentito la mancanza di un’auto. Certo che se uno mi fa gli occhi a palla al pensiero di andare a far la spesa alla Standa (50 mt da casa) e in spiaggia (300 mt da casa) a piedi sarà dura riuscire a convincerlo che si può abitare a 125 km dal posto di lavoro e andarci in treno, sia pure in Olanda dove i treni hanno un tasso di puntualità vicino al 90%. A me pare che il problema italiano sia ben più radicato e irrazionale, se penso a tutti i tentativi falliti di rendere la cerchia dei Navigli a Milano zona a circolazione ridotta, mentre a Nijmegen (e ora anche a Londra) è un fatto incontestato e inconfutabile. E se osservo il comportamento incivile di automoblisti e motociclisti italiani che circolano e sostano nel più completo sprezzo di ogni regola e ti insultano pure se ti permetti di attraversare sulle strisce mentre loro stanno arrivando a 80 km/ora in centro abitato, contromano o superando sulla destra.
Mi duole dirlo, ma sarò felice di tornare al Nord al termine di queste ferie, come ogni anno. Anche se dovrò passare un altro anno senza il sole e il calore italiani.
 
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