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 ego... di paola
 
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In equilibrio su un filo di seta è una storia di donne. Donne che non cercano guai ma che ne trovano a pacchi. Donne in cerca di se stesse e di un significato per la loro vita sempre più vuota e allo stesso tempo sempre più frenetica. Donne idealiste, donne materialiste, madonne, angeli, streghe e puttane.

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\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 27/06/2010 @ 17:02:26, in diario, linkato 1017 volte)
Son passate due settimane e 3 giorni dalle elezioni e naturalmente non abbiamo ancora un governo. Mark Rutte ha spostato la data della formazione al 1 luglio ma nessuno ci crede. Il CDA ha detto di no ad un governo col PVV e il PvdA ha detto di no ad un governo col CDA. Adesso si tenta l’improbabile accordo tra VVD, PvdA e tutti i partitini di sinistra (Groenlinks, D66, SP), denominato Paars plus, come la formazione che ha governato negli anni novanta (Paars) con meno partiti e risultati disastrosi. Non è nemmeno escluso che si debba tornare alle urne in autunno se Rutte & C non ce la fanno a mettere insieme un governo decente, del resto i minuetti di ex ministri e aspiranti premier non fanno presagire niente di buono: la politica olandese si sta italianizzando ad una velocità preoccupante.
 
Ma chissenefrega: l’Olanda è passata agli ottavi di finale dei Mondiali, qui tutti la danno già in finale e si comportano di conseguenza. Interi quartieri popolari sono tappezzati di bandierine di plastica stile panfilo e ho riso di gusto nell’ascoltare l’intervista con un’indignatissima pensionata che ha denunciato i vicini per rumori molesti e appropriazione indebita di suolo pubblico per aver riempito la strada di bandierine tre settimane prima dell’inizio del campionato. A quanto pare le bandierine fanno un rumore infernale ad ogni folata di vento e siccome qui di vento ce n’è parecchio, posso tranquillamente credere che non sia piacevole vivere in quei quartieri di questi tempi, soprattutto se vieni obbligato a contribuire all’acquisto delle bandierine altrimenti sei uno sporco traditore della patria. Ho riso meno alla dichiarazione della polizia che durante i mondiali viene chiuso un occhio su questi reati minori, con questo dimostrandosi all’altezza delle migliori espressioni di italianità che se qualcuno qui ancora si azzarda a fare battute sulle leggi italiane gli sputo in un occhio.
 
Anche commercianti e produttori di beni di consumo fanno a gara nel produrre gadgets promozionali in tema WC (World Cup, doppiosenso voluto) e mi sembra che quest’anno ci sia stata una proliferazione esponenziale di cazzate, cazzilli e inutilaggini spaventose, a partire dal caschetto protettivo della Heineken fino alla palla ovoidale di M&M’s, passando per i pupazzetti-mostriciattolo di vari supermercati. Il gadget promozionale più discusso è sicuramente il Bavaria jurkje: un vestitino di maglina arancione che sta bene solo addosso alle modelle quindicenni anoressiche e che ha causato un incidente internazionale con la FIFA e Budweiser, sponsor ufficiale dei Mondiali. Così adesso sappiamo che gli accordi di esclusività pubblicitaria si estendono anche all’abbigliamento delle signore in tribuna e se qualcuno ancora si azzarda a fare battute sulla libertà di stampa in Italia gli ri-sputo in un occhio.
 
Ma non tutto è andato a puttane. Dopo un inverno rigidissimo e la primavera più fredda degli ultimi due secoli, con una puntualità incredibile il 21 giugno è iniziatia l’estate. Non è una battuta: da un giorno all’altro il vento di tramontana si è calmato, le nuvole si sono dissolte e il sole splende incessante dalle 5 di mattina alle 11 di sera con temperature in crescita verticale. Gli olandesi sono stravolti, onestamente qui nessuno ci è più abituato e in strada si vede di tutto, dagli hot pants ai tailleur mezza stagione di chi non ci crede ancora. Io stessa ho portato solo ieri in tintoria gli ultimi tailleur di lana e gabardine che fino a settimana scorsa usavo quotidianamente e sono corsa a comperare nuovi costumi da bagno per Matteo che, come da job description del bambino modello, cambia taglia ogni stagione.
 
C’è di bello che gli olandesi passano con la massima disinvoltura dal pattinaggio al nuoto, usando all’uopo i medesimi canali e laghetti con la parsimonia che li contraddistingue. Nei giardini è un fiorire di piscinette gonfiabili, le piscine pubbliche sono strapiene e le spiagge del mare del Nord prese d’assalto peggio che a Rimini in agosto. Se queste condizioni meteorologiche dureranno più di 10 giorni i commentatori del TG potranno trionfalmente parlare di ondata di caldo (hittegolf), che qui è più o meno come annunciare lo stato di calamità nazionale. I treni ricominceranno ad arrivare in ritardo a causa del surriscaldamento degli scambi e ci sarà sicuramente un incidente a catena causato dall’esplosione di qualche pneumatico che terrà bloccata la A1 o la A2 per ore sotto il solleone ed entrambi gli eventi verranno commentati dalla stampa indignata che farà esercizi di dietrologia politica per dimostrare come con un altro governo (n’importe quel) tutto ciò si sarebbe potuto evitare. Sembra proprio di stare in Italia, che gioia!
 
Di paola (del 13/06/2010 @ 21:40:27, in diario, linkato 1018 volte)

In occasione dell’apertura ufficiale di questo blog ho scritto una piccola introduzione che è nascosta nel menù a destra dietro il titolo “il perchè”. La riporto parzialmente: Non tornerei piú indietro, ma questo non vuol dire che ami l’Olanda. L’Olanda é un paese molto piccolo, fiero e strano in cui capitalismo sfrenato e socialismo reale convivono placidamente. I suoi abitanti sono fermamente convinti di vivere nell’ombelico del mondo e rifiutano categoricamente contaminazioni estere. Allo stesso tempo accettano senza discutere le contraddizioni e i soprusi sempre piú enormi che il mantenimento dello status quo economico-sociale impone. La xenofobia brucia sotto la cenere e ogni tanto infiamma le strade. I politici sono al servizio delle banche e la famiglia reale gode di privilegi medievali. Per questo non amo l’Olanda. Ma in Olanda i diritti civili sono tantissimi, protetti ed indiscussi, i servizi al cittadino funzionano e la corruzione si mantiene sotto la soglia della decenza. Per questo non torno indetro.

I risultati delle elezioni del 9 giugno stanno mettendo a dura prova sia i diritti civili che il mio proponimento. Il partito di Geert Wilders (PVV = Partito per la libertà) ha sorpreso tutti ottenendo 24 dei 150 seggi parlamentari in gioco e diventando così il 3º partito nazionale dopo i liberali del VVD (31 seggi) e i laburisti del PvdA (30 seggi). I democristiani (CDA) del dimissionario Balkenende che potevano vantare 41 seggi nell’ultimo governo ne hanno perso la metà e nonstante gli exit polls si affannino a dichiarare che i voti democristiani sono migrati verso i liberali, le mappe del voto mostrano chiaramente che la migrazione è andata a favore del PVV.

I punti programmatici del PVV si possono riassumere in: l’Olanda agli Olandesi e gli altri fuori dai coglioni, a cominciare dai musulmani. Il Wilders ha un bel dire che tutti gli immigrati son benvenuti purchè si integrino nella società olandese, intanto mette la schedatura etnica obbligatoria tra le riforme proposte, insieme all’abolizione di burka e hijab e altre amenità consimili. La sua vittoria era quasi scontata, in un paese che vive ormai da un decennio la disgregazione del welfare state e l’incremento della criminalità. I musulmani sono una facile preda perchè si ostinano a formare enclave chiuse, non abdicano la loro religione e i loro costumi, ma continuano ad importare mogli dalla madrepatria, le fanno girare in burka e hijab, pretendono la costruzione di moschee e il mantenimento della doppia nazionalità. Aggiungiamo le dichiarazioni poco diplomatiche di un paio di ajatollah estremisti, l’assassinio di Theo van Gogh ad opera di un gruppo musulmano radicale, concimiamo bene con la politica del terrore islamico seminata da Bush ed ecco pronto un bel nemico da sconfiggere per far tornare tutto come ai bei vecchi tempi. Tutti sanno che in realtà l’odio razziale in Olanda, un paese da secoli liberale e liberista, ha radici molto più pragmatiche: ogni straniero residente acquisisce gli stessi diritti di un olandese e compete con lui per i servizi sociali, da anni in netto calo. Pim Fortuyn diceva “vol is vol” (non c’è n’è più per nessuno): fuori gli stranieri, più servizi sociali per gli olandesi. I musulmani sono solo la punta dell’iceberg: subito dopo di loro son già pronte le rappresaglie per gli antilliani e quando anche gli antilliani saranno finiti, Wilders può contare su ancora almeno quattro etnie ‘coloured’ da attaccare.

Wilders è un abilissimo demagogo che ha imparato a memoria George Orwell, ha copiato con intelligenza tutte le tecniche mediatiche di Berlusconi e Bossi e per evitare di essere fatto fuori come Pim Fortuyn ha fatto in modo di provocare una reazione violenta da parte della comunità musulmana con il suo film Fitna, a seguito della quale il governo è stato costretto a fornirgli una scorta armata permanente. Il nostro ha potuto così pazientemente tessere la sua tela populista per più di sei anni sotto la luce dei riflettori mediali senza possedere manco un blog. Tenacia e determinazione non gli difettano, come pure l’abilità tanto ammirata in Barak Obama di parlare in potenti ‘oneliners’: pochi concetti, semplici, chiari e ripetuti ad nauseam.

Possiamo analizzare le tecniche mediatiche di Wilders e tessere paragoni con Hitler e Goebbels ad libitum, il fatto resta che un governo senza di lui è ormai impensabile. La formazione più gettonata è VVD, PVV e CDA (76 seggi) anche se la più logica sarebbe VVD PvdA e PVV (85 seggi), peccato che i laburisti abbiano dichiarato ben prima delle elezioni che mai e poi mai avrebbero formato un governo col PVV e forse proprio per questo non sono stati penalizzati dall’elettorato.

L’unica – magra – consolazione in tutto ciò è che l’opinione pubblica olandese è in gravissimo imbarazzo. Questo voto rischia di compromettere l’immagine liberale del paese, un’immagine accuratamente nutrita e protetta da una civiltà che un secolo fa si è sottratta all’infamia dell’Anschluss per il rotto della cuffia e che finora ha sempre saputo evitare gli estremismi – si dice anche a costo di assoldare killer professionisti. Di ieri la notizia che il CDA esclude un governo con il PVV e di oggi la notizia che il popolo interpellato post-votum ha dichiarato unanime che non si aspettava una vittoria così grande del PVV e gli elettori di sinistra ora rimpiangono di non aver votato in massa PvdA per scongiurare un governo con Wilders – per la serie chiudere la stalla quando sono usciti i buoi.

Sospendo il giudizio fino alla formazione del nuovo governo. Mark Rutte (VVD) ha promesso di metterci una settimana. Stiamo a vedere.

 
Di paola (del 06/06/2010 @ 16:47:18, in diario, linkato 2032 volte)
Da quando il vikingo si sta curando dal burnout (ref: tsunami), la nostra casa è invasa da incenso, tappetini da meditazione e libri di personal growth. Sull’incenso e sui tappetini da meditazione non ho nulla da dire: in fin dei conti son cresciuta nei mefitici anni settanta e ho fatto il liceo sperimentale dove al posto di San Tommaso si studiava Lao Tse (o Tsu), ma se c’è una cosa che proprio non posso sopportare sono i libri di personal growth. Sono come i bigini di liceale memoria: scritti male e al livello intellettuale degli americani, un popolo che esige di vedere scritto sulle istruzioni per l’uso del microonde “non adatto ad asciugare animali vivi” - non so se mi spiego.
La mia posizione al riguardo è: se vuoi imparare la meditazione trascendentale, studia i testi filosofici originali e/o iscriviti agli appositi corsi di filosofia istituiti dalle svariate università: ci sono anche corsi serali e per la terza età. In quanto a me, mi considero una privilegiata perchè il liceo sperimentale mi ha fornito gratuitamente un corso di filosofia orientale prima ancora che fosse coniata la parola new age e a quindici anni giocavo già con i bastoncini dell’I-Chi e leggevo il Libro Tibetano dei Morti su un tappetino da meditazione tra nuvole di incenso al patchouli, per cui dieci anni dopo ero in grado di pigliare per il culo mio fratello che scopriva i misteri orientali per la prima volta. Ho già dato anche in tema di libri di personal growth americani: ho subito ben cinque training aziendali a spese dell’azienda (ref: immagine) e perfino uno a spese mie, dove sono stata costretta a leggere la quinta disciplina e le sette abitudini delle persone efficienti, nonchè una serie di testi minori e altrettanto soporiferi. Parlo quindi con cognizione di causa.
Per cui ho tutti i diritti di prendere a metaforici calci in culo gli autori di due libri che vanno correntemente per la maggiore: Adesso basta! Di S. Perotti e The Monk Who Sold His Ferrari di R. Sharma. Gli autori di questi libri - e tutti gli autori di libri simili - dovrebbero essere impeciati, impiumati e spediti a calci fuori dal villaggio globale per essersi permessi di trattarci come babbei con le loro opere truffaldine. Perchè? Facciamo un po’ di sana decostruzione testuale alla buona.
Sotto la superficie apparentemente diversa, tutti questi libri raccontano la stessa storia: uomo di successo all’apice della carriera viene folgorato sulla via di Damasco, si spoglia di tutti i suoi averi materiali e intraprende un lungo cammino verso l’illuminazione, che raggiunge puntualmente dopo anni e anni di vita frugale, accompagnata da molta meditazione e lavoro manuale. Morale della favola: il nirvana è a portata di tutti e adesso ti insegno come si fa - ovviamente a pagamento (il prezzo del libro). Nota per i lettori: questo tipo di libri dichiara invariabilmente che la storia narrata è una storia di vita vissuta, dando dettagli sulla posizione geofisica dei protagonisti: tutto vero siori e siore, non c’è trucco e non c’è inganno, controllate pure su Googlemaps.
Il trucco sta nel fatto che i protagonisti sono invariabilmente a) miliardari e b) single. Provate un po’ a fare la stessa scelta di vita con una famiglia da mantenere ed uno stipendio modale.  Il cammino verso l’illuminazione dura almeno dieci se non vent’anni. In questo tempo chi mantiene la famiglia e soprattutto, come fa il protagonista illuminato a tornare alla civiltà dal soggiorno presso la comunità di monaci himalayani o dal rudere ristrutturato sull’appennino?
Un rapido calcolo ci porta a stimare che bisogna disporre di un capitale tale da fornire una rendita fissa di almeno un migliaio di euro al mese, più le spese dei vari biglietti aerei per andare e tornarte dai vari ashram nella versione mistica orientale. Se poi si deve anche mantenere una famiglia, la rendita come minimo deve raddoppiare: sappiamo benissimo quale tipo di frugalità è necessaria al giorno d’oggi per dare un tetto, cibo, vestiti, scarpe e istruzione alla prole in crescita con duemila euro mensili. Ci facciamo un bel quesito con la Susy?
Sorvoliamo poi sul patetico esempio del Perotti su come ci si può mantenere facendo lo skipper o il golf caddy a pagamento. E’un insulto a tutti i poveracci che fanno questo lavoro per dar da mangiare ai figli, non per finanziarsi la ristrutturazione del rustico in Liguria.
Meditate gente, meditate.
 
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