Immagine
 ego... di paola
 
"
In equilibrio su un filo di seta è una storia di donne. Donne che non cercano guai ma che ne trovano a pacchi. Donne in cerca di se stesse e di un significato per la loro vita sempre più vuota e allo stesso tempo sempre più frenetica. Donne idealiste, donne materialiste, madonne, angeli, streghe e puttane.

"
 
\\ Baci da Tulipland : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di paola (del 26/05/2009 @ 22:01:52, in diario, linkato 2993 volte)
Nationale NederlandenNel programma di visite per il weekend é toccato questa volta a Rotterdam, dove di solito vado solo per lavoro e tutto quello che vedo sono gli eterni lavori in corso che rendono il centro un cantiere permanente. Ma pur nella fretta lavorativa e nel delirio del traffico mi ero annotata mentalmente uno stile architettonico ardito e futurista, sponsorizzato dai bombardamenti tedeschi del 1940 che hanno consentito all’amministrazione locale di rifare il piano regolatore del porto e del centro in piená libertá.
Adesso che ci siamo presi un’intera giornata per bighellonare in centro cittá Beurspleinconfermo: Rotterdam é una cittá fantastica, piena di archeologie luccicanti come ad Hong Kong, che convivono pacificamente con le vecchie case mercantili del diciassettesimo secolo. Il celeberrimo Erasmusbruk é un miracolo architettonico, il Coolsingel e la Beursplein pullulano di grattacieli meravigliosi e il museumpark, dove sei edifici contenenti arte e cultura sono immersi in un giardino pieno di fiori e uccelli, é una gioia per gli occhi.
Perfino l’ospedale sembra uscito da Guerre Stellari!
 
NAIDurante la visita all’accademia di architettura ci ha intrigato il depliant della huis Sonneveld - una villa costruita nel 1933 in stile funzionalista (nieuwe bouwen) con lo stato dell’arte della tecnologia di allora - e abbiamo deciso prontamente di visitarla. La scelta si é rivelata oserei dire geniale: vale la pena di andare a Rotterdam anche solo per questo e se per caso un giorno vinco alla lotteria giuro che la compero e ci vado ad abitare io. Alternativamente me ne faccio costruire una copia.
 
Il committente della villa – direttore della divisione tabacchi della Van Nelle – oltre che chiaramente miliardario era anche un fanatico del progresso teconologico e sembra abbia dato ordine di arredare gli interni con le ultime novitá in fatto di design e tecnologia.
L’architetto incaricato – Leen van de Vlucht - ha fornito pertanto un prodotto “chiavi in mano” in cui tutto, dai pavimenti alle lampadine, é stato pensato, disegnato e prodotto su misura oppure fornito da produttori molto visionari come W.H. Gispen le cui lampade sono ancora oggi copiate da Artemide. Si narra che la famiglia non abbia dovuto traslocare altro che i propri abiti ed effetti personali, perché in casa c’era giá tutto.
 
Lo stile della casa é funzionale all’ennesima potenza: mobili ad incasso, enormi vetrate, sedie e tavoli squadrati dalle cromature lucenti, il tutto ancora attualissimo. Ci sono gadgets teconologici che anche oggi sono considerati avveniristici, come l’interfono, gli orologi a muro sincronizzati, il sound system centralizzato, i caloriferi tubolari con funzione di appendi-asciugamani e la doccia con idromassaggio. Per non parlare dei lussi assoluti: una stanza-guardaroba (walk-in closet), una microcucina ad incasso nella spalliera del divano per la preparazione del the e un sistema di intercapedini per cui ogni tubo della casa puó essere riparato o sostituito senza rompere i muri. Inoltre le stanze della servitú sono in tutto e per tutto identiche alle stanze dei proprietari, sia pure in versione piú basica, che per il 1933 doveva essere inaudito, tanto quanto i ben quattro bagni e le due enormi terrazze che farebbero invidia a chiunque anche oggi.
 
Arianna é rimasta affascinata dallo stile del citofono e della porta d’ingresso a cui ha dedicato almeno una decina di foto. Io che sono meno raffinata mi sono deliziata nell’aprire e chiudere tutti gli armadi a muro (é permesso) per godere delle luci interne che si illuminavano prontamente e degli spazi infiniti che si dipanavano lungo le pareti. Entrambe abbiamo concluso che i mobiletti in cucina e nella sala da pranzo sono il massino della funzionalitá unita all’eleganza e ci siamo comperate il libro-catalogo della mostra.
 
kunsthalLa prossima volta che torno a Rotterdam per lavoro invece di correre alla stazione per prendere il treno mi ci faccio un’altra passeggiata nel Museumpark. Anzi, organizzo direttamente la riunione nel giardino sull’acqua del NAI. Figata.  
 
Di paola (del 25/05/2009 @ 20:42:45, in diario, linkato 1121 volte)
Parecchie vite fa, Licia ha realizzato una campagna per la classe C della Mercedes-Benz con l’headline “Guarda Mercedes con occhi nuovi”. Lo scorso weekend l’headline mi é tornata Lange Hezelstraatprepotentemente in testa, non giá riferita al mercato automobilistico ma al paese in cui vivo, complice il weekend piú lungo dell’anno, un clima inusuale e la visita di Arianna, foriera di oltre un centinaio di fotografie che mettono la nostra casa, la cittá e i dintorni in una prospettiva assolutamente nuova. 
 
MoenestraatCon ordine. In Olanda ci sono pochissime festivitá. E’ l’unico popolo in Europa che non festeggia il primo maggio, la liberazione della seconda guerra mondiale e la vittoria della prima. Non si festeggia nemmeno assunzione, epifania, immacolata concezione, ognissanti e patrono cittadino. A parte Natale, Capodanno e Pasqua ci sono solo tre festivitá: il compleanno della regina, l’ascensione e la pentecoste. Il bello di queste festivitá é che cadono tutte intorno a maggio, in particolare l’ascensione (hemelvaart) cade sempre di giovedí, per cui il ponte é automatico - talmente automatico che molti datori di lavoro lo inseriscono nel calendario come giorno di ferie obbligatorio. La pentecoste cade sempre il lunedí due settimane dopo l’ascensione e il compleanno della regina é il 30 aprile, per cui con un po’di fortuna a maggio si lavora solo due settimane piene e il resto é una gran festa.
 
LuxE’ anche tradizione che il 30 aprile ci sia tempo splendido che poi si deteriora progressivamente fino alla pentecoste dove piove, grandina, tira vento gelido e pare di essere a novembre. Il weekend dell’ascensione é pertanto un terno al lotto, con eque possibilitá di pioggia a catinelle o sole sfolgorante e l’interessante variante dell’alternanza per cui nel giro di una giornata si apprezza un campionario di tutte le possibili condizioni meteorologiche ad eccezione forse dell’uragano tropicale. Anche quest’anno le previsioni erano piuttosto funeree (rovesci sparsi con grandine, massima 15-18°), tanto che non avevamo organizzato nulla all’aperto e stavamo compilando una lista di musei, mostre e film che avremmo potuto visitare per ammazzare il tempo tra un pasto e l’altro. Invece a sorpresa le previsioni si sono rivelate clamorosamente sbagliate e giá mercoledí pomeriggio si veleggiava verso i 24° con brezza tiepida e nuvole a cirro. Gli uccellini cinguettavano tra le foglie brillantiSint Stevenskerk di verde, le api ronzavano tra le prime rose rosse, le cicale frinivano tra i cespugli di rododendro rosa baciati dal sole e quando Arianna é scesa dall’auto e ha esclamato “Ma qui é bellissimo!” mi sono accorta di quanto avesse ragione. Ci siamo affrettati a stemperare l’entusiasmo sbandierando il giornale con le previsioni e consigliandole di portarsi dietro ombrello e maglione, ma alla fine del quarto giorno di sole sfolgorante abbiamo dovuto constatare che il nostro lato dell’Olanda é proprio una figata.
 
Grote MarktIl bello degli amici in visita é che ti costringono a soffermarti sui luoghi che frettolosamente percorri tutti i giorni per raggiungere la tua meta e ti fanno un sacco di domande al pari dei bambini. E dalle loro facce attonite capisci che il tuo quotidiano per un milanese é esotico come il Taj Mahal e che tutte le mille cose che ti sembrano scontate non lo sono affatto. A cominciare dalla larghezza delle finestre (“ma qui intere pareti sono di vetro!”) e dalla disposizione delle case (“ma qui hanno tutti un giardino?!?”) per finire con la fauna (“ma quello é uno scoiattolo?” “E quello che uccello é? Una cicogna?!? Davvero?”) e la sicurezza generale (“ma non chiudi la bicicletta?” “ma nemmeno la porta? Veramente?”). In particolare, Arianna non solo faceva domande a pioggia, ma fotografava Marieke van Nimwegenmeticolosamente e con grande professionalitá ogni dettaglio della nostra vita e dei luoghi dove abitiamo, cosí adesso posso mostrare Nijmegen in tutta la sua gloria ai miei lettori. E di colpo le strade del centro si animano di folla colorata, la statua di Marieke sul Grote Markt si rivela in tutta la sua semplicitá e perfino la gigantesca penna stilografica appesa al caffé sulla Burchardstraat sembra romantica.
 
bagelE che dire del nostro cibo quotidiano? Arianna ha gradito sia kipkerrie che insalata di tonno ed é rimasta a bocca aperta quando ha constatato che la sottoscritta é in grado di spadellare pancakes con sciroppo di mela al pari di qualunque delicatessen newyorchese. Davanti allo spartano e funzionale brunch di Oortjesekken il suo commento é stato “Non so bene come approcciare questo piatto: c’é cosí tanta roba!” e la bagel con cream cheese e salmone ha meritato addirittura una fotografia.
L’abbiamo fornita di formaggio di capra, spekulaas e digestive al cioccolato fondente per il ritorno a casa e ci siamo sentiti incredibilmente orgogliosi di vivere in questo paradiso culinario segreto. Perfino adesso che piove a dirotto e sembra novembre guardo i merli zampettare nel mio giardino e sorrido, mi tiro dietro la porta di casa senza chiudere a chiave e sorrido, inforco la bicicletta che da sei anni sta davanti a casa senza lucchetto e sorrido. Valeva la pena di emigrare!
 
Di paola (del 15/05/2009 @ 20:22:56, in diario, linkato 944 volte)
Il mio stato di moglie soddisfatta e madre felice unito alla mia sempre piú veneranda etá mi ha donato finalmente la pace dei sensi, per cui difficilmente mi scompongo di fronte alle bellezze della natura, di cui peraltro l’Olanda non difetta. Ma quando queste ti vengono spiaccicate sul naso, per usare un’espressione locale, é un po’ difficile affettare indifferenza e aplomb. Ne approfitto perció per farvi conoscere Arie Boomsma: un gran ben di dio, é il caso di dire, visto che il tale é figlio di un pastore protestante, supporta apertamente la DC locale e lavora per l’emittente evangelica della TV di stato dove conduce programmi educativi tra i quali il piú recente é “40 giorni senza sesso”, ovvero la versione religiosa di Temptation Island, quindi infarcito di lezioncine morali sui vantaggi della castitá (come se esistessero - ndr) e sul sesso consapevole (come se noialtri si fosse sempre strinati quando si scopa - ndr).
Forse sará una mia impressione, ma nessuno se lo filava piú di tanto fino a che ha scatenato un putiferio apocalittico con la sua decisione di posare seminudo per una rivista di moda femminile lo scorso febbraio. Per aggiungere al bianco lo splendore, le foto sono uscite su uno special dedicato all’omosessualitá con il titolo ‘e Dio creó Arie’, in cui il soggetto in questione rilascia dichiarazioni al limite della blasfemia sulla necessitá di abbracciare l’omosessualitá – non letteralmente ma nel contesto della fratellanza universale.
alleluja!
Non essendo cattolico non é stato possibile scomunicarlo, ma il suo datore di lavoro lo ha sospeso per tre mesi. Non vi dico la valanga di reazioni, articoli, blogs, foto e isterismi generali che sono seguiti alla decisione, tanto che Arie é attualmente il sex symbol piú hot di Brad Pitt e compagnia cantante. Guarda caso la sospensione é stata revocata settimana scorsa e dal 12 maggio é di nuovo possibile contemplare Arie, vestitissimo e in tutta la sua bigotteria, nella nuova edizione di “40 giorni senza sesso”.
Chiamatemi dietrologa ma ho pochi dubbi che l’intera operazione sia stata scientemente studiata a tavolino da un’agenzia di PR con le palle, altro che peccato veniale, come sostiene il nostro Arie in una delle tante interviste di questi giorni. Ma svista o volontá poco importa, giacché ci ha dato l’opportunitá di rimirare un gran figo (lekker ding) in tutta la sua gloria. Alleluja!
 
Di paola (del 04/05/2009 @ 19:30:17, in diario, linkato 950 volte)

Tranquille, non voglio menarvela sulle conseguenze sociali dell'avanzata di internet. Sto scrivendo durante le pause pubblicitarie del film che stanno trasmettendo in TV mentre controllo le mail di lavoro e chatto con la Diana su FB, come sicuramente starete facendo tutte voi, quindi non c'è altro da aggiungere.

Quel che invece voglio condividere è la mia irritazione per l'estrema prosopopea maschile che si é recentemente esternata nell'articolo di un emerito esperto nonchè mio collega sull'illustrissimo e serissimo organo delle ricerche sociali di qui (SWOCC). In questo articolo si confuta la possibilità e di conseguenza l'esistenza del fenomeno definito multitasking. Argomentazione: i processi neurali che guidano le nostre azioni fisiche sono sequenziali e quindi è impossibile eseguire due operazioni distinte contemporaneamente. Non si può quindi assolutamente affermare che un individuo guarda la TV e allo stesso tempo chatta su internet. Se lo fa i processi entrano in conflitto e quindi nessuno dei due viene portato a termine in maniera ottimale.

Io non sono un neurologo e quindi non mi metto a disquisire se - magari a livello subatomico - le nostre cellule cerebrali siano esclusivamente capaci di processi sequenziali ma constato che una simile, ridicola tesi poteva essere formulata solo da un uomo (nel senso di maschio della specie) e aggiungo che la stessa tesi è confutata non solo da una serie di studi neurologici - ben piú fondati - sulla salienza, ma soprattutto dalla realtà dei fatti per la quale se il multitasking non fosse possibile non esisterebbero musicisti (in particolare batteristi) e ballerini, nessuno stirerebbe nemmeno un fazzoletto, nessuno ascolterebbe musica o trasmissioni radiofoniche e potrei continuare nell’elenco ma mi limito a constatare che mentre nessuna donna pare avere problemi con il concetto, la negazione dello stesso da parte di un maschio assomiglia sospettosamente ad una patetica scusa per risparmiarsi un sacco di lavoro che invece ci smazziamo noi. Infatti, il lavoro del mio collega viene smazzato da ben tre assistenti - ovviamente donne - senza le quali il suddetto sarebbe stato giá meritatamente licenziato.

E insomma, mi sono rotta i coglioni virtuali che nessuno si sogna di confutarmi. Non immaginate che enorme frustrazione sia dover constatare che nessun maschio riconosce e mostra alcun rispetto per la capacitá squisitamente femminile di giostrarsi lavoro, casa e famiglia all’indietro e sui tacchi a spillo nemmeno nei paesi anglosassoni.

Se il maschio medio anglosassone mostra piú rispetto per le donne del suo corrispettivo mediterraneo, questo é dovuto unicamente al fatto che il maschio anglosassone non sente il bisogno di provare continuamente la sua virilità. Di conseguenza non si tocca continuamente le palle per controllare che siano ancora al loro posto, non fischia dietro alle ragazze e non molla loro pizzicotti sul culo per esprimere il suo apprezzamento. In azienda non esiste l’intimidazione sessuale e se mai qualcuno si azzardasse (prendano nota i maschi italiani in trasferta) verrebbe immediatamente deferito all'ufficio personale e si troverebbe in guai giuridico-legali prima di poter dire 'figa'.  Qui finisce il rispetto.

E’ noto che – nella mia professione – le donne sono enormemente piú efficienti dei maschi, eppure vengono tutt’ora pagate mediamente 30% in meno dei colleghi a paritá di livello e la loro condizione di moglie, madre e manager viene puntualmente negata. Al punto che, non piú tardi di sei mesi fa, ho dovuto consigliare alla mia capa di dotare le nostre high potential managers di cellulare e laptop con VPN per consentire loro di lavorare anche mentre costrette a casa dalle malattie infantili della prole recentemente acquisita. Cosa che facevano comunque giá anche senza cellulare e VPN della ditta, ma non vi dico quanto si é alzata produttivitá e client satisfaction da quando la mia proposta é stata attuata. Ancora piú gratificante per me l’occhiata di orrore della capa quando ho proposto in alternativa di rimpiazzare le suddette managers con altrettanti uomini: il solo pensiero delle conseguenze ha fatto firmare alla CEO l’ordine di acquisto di 5 smartphones. Ma vi pare possibile che il top management non conosca le nostre esigenze? Esigenze che peraltro i colleghi maschi di altri reparti hanno soddisfatte fin dalla fondazione dell’azienda.

Ma si sa: le donne non sanno usare la tecnologia e il multitasking non esiste. Poi ditemi se non mi devono girare i coglioni.

 
Pagine: 1
Ti piace questo blog? Aiutami a tenerlo online.


Ci sono 141 persone collegate

< luglio 2018 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         

Cerca per parola chiave
 

Titolo
diario (162)
feuilleton (33)

Catalogati per mese:
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Hello, due to the w...
30/03/2018 @ 16:46:00
Di Maci Electrician
Molto divertente! Se...
14/02/2017 @ 18:30:59
Di Anna Berardesca
Come sempre molto ac...
14/02/2017 @ 18:27:17
Di Anna Berardesca

Titolo
Baci da Tulipland o seguito del feuilleton?

 Tulipland!
 Il feuilleton!
 entrambi
 nessuno dei due

Titolo

Disclaimer 1

Tutti i post della sezione FEUILLETON sono un'opera di fantasia. Ogni riferimento a persone, situazioni, avvenimenti reali o realmente accaduti è puramente casuale nonchè involontario.

Disclaimer 2

Invece tutti i post della sezione DIARIO si riferiscono a persone, situazioni e avvenimenti reali.





21/07/2018 @ 15:54:45
script eseguito in 47 ms