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 ego... di paola
 
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C’è una fase nella vita di ogni emigrante in cui la prospettiva cambia. Una fase in cui si chiede sempre più spesso a compatrioti sempre più attoniti “Come si dice questo in italiano?”, una fase in cui si usa sempre più spesso il pronome “noi” per indicare i connazionali del paese ospitante e “voi” per indicare i compatrioti. Una fase in cui ogni rientro in patria è uno shock culturale sempre più grande e la naturalizzazione diventa una prospettiva sempre meno ipotetica. Dopo dodici anni di esilio volontario mi trovo in questa fase, che intendo celebrare con un diario dell’Italia vista dall’ombelico del polder.

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\\ Baci da Tulipland : Articolo
youp
Di paola (del 07/11/2010 @ 13:00:08, in diario, linkato 1823 volte)
Ogni tanto ci sono anche notizie positive, di cui secondo me abbiamo molto bisogno, per cui oggi vi parlo della rivolta contro la T-mobile e gli altri operatori di telefonia e telematica cominciata un paio di settimane fa quando Youp van ‘t Hek, un noto e discusso comico locale che fra le altre cose scrive una colonna sull’NRC Handelsblatt, ha raccontato le disavventure burocratiche di suo figlio con la T-Mobile - roba da far impallidire Kafka - e ha espresso il suo enorme sdegno per come sono finite le cose. Il nostro, dopo due mesi di inutili quanto costose telefonate e lettere per cercare di far valere i suoi diritti, ha tweetato la sua frustrazione. I suoi 40mila e passa followers hanno reagito come un sol uomo simpatizzando e raccontando casi analoghi o ben peggiori e mezz’ora dopo il tweet il nostro ha ricevuto una telefonata dal direttore della T-Mobile in persona che ha espresso le sue profonde scuse per il deplorevole decorso della pratica e stante pede gliel’ha risolta, tanto che appena il figlio si è ripresentato al negozio che per due mesi lo aveva vessato erano tutti sull’attenti e si sono prostrati ai suoi piedi oltre che dargli il servizio richiesto.
 
E qui arriva la sorpresa. Youp, invece che congratularsi con se stesso per la buona riuscita della cosa, ha scritto una colonna di denuncia perchè – attenzione! - non trova giusto che solo perchè lui ha 40mila e passa seguaci su twitter il suo problema venga risolto dal direttore della T-Mobile in persona mentre gli altri 40mila meno fortunati sono ancora alle prese con la burocrazia intollerabile dei gestori telematici. Coerentemente, si è autonominato portavoce del malcontento generale per il (mal)servizio clienti delle ditte incriminate - al primo posto ovviamente la T-Mobile - e sta da allora conducendo un’infuocata campagna di protesta civica, supportato dall’NRC con il quale ha aperto uno sportello telematico a cui i clienti si possono rivolgere, con lo scopo di fare pressione sulle ditte in questione affinchè diano il servizio promesso. Ieri è uscita un’altra colonna che attacca il sistema delle interminabili attese telefoniche dei servizi clienti e traccia paralleli tra i bonus dei dirigenti e il costo di queste attese, invariabilmente a carico dell’utente.
 
Giornalisti e opinionisti si sono nel frattempo affrettati a schierarsi contro Youp, accusandolo di facile demagogia e tracciando paralleli non solo tra lui e Wilders (!) ma soprattutto tra l’azione intrapresa e la vendita dei biglietti del suo imminente spettacolo. Io la chiamo invidia nera.
 
Youp é già ingiustamente famoso per aver contribuito al fallimento della birra analcolica Buckler, lanciata da Heineken all’inizio degli anni novanta del secolo scorso. A quanto pare avrebbe dichiarato durante il suo discorso di San Silvestro, seguito dalla maggioranza degli spettatori TV, che la Buckler è imbevibile e che se la bevi sei un idiota o qualcosa di simile. Si narra che a seguito di questa dichiarazione non si sia venduta più una bottiglia di Buckler in tutta Olanda e questo dimostra la stupidità di giornalisti e opinionisti (olandesi) giacchè il lancio della Buckler è fallito in tutta Europa, dove Youp manco è conosciuto di nome, semplicemente perchè è una brodaglia imbevibile. Sembra che perfino Freddy Heineken la pensasse a questo modo, il che non gli ha impedito di produrla e lanciarla e con questo ho detto tutto quello che penso degli industriali (olandesi).
 
Magari bastasse una colonna sull’NRC o un tweet per far fallire la T-Mobile! E’evidente che Youp ha semplicemente toccato un nervo scoperto esprimendo il malcontento di decine di migliaia di consumatori quotidianamente vessati dai servizi clienti dei providers telematici. E se il suo intervento contribuisce al miglioramento dei suddetti servizi clienti, ben venga! Io per esempio devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’efficienza della Vodafone nel gestire una pratica che avevo in corso proprio nella settimana dopo la pubblicazione della colonna di Youp sulla T-Mobile. Devo ringraziare Youp? Oppure semplicemente constatare che in sedici anni di servizio non ho mai avuto problemi con la Vodafone ed è per questo che mi rifiuto di cambiare provider. Alzi la mano chi ha esperienze contrarie, anzi no, mandi un tweet.
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# 1
beata te, perchè io col call center di telecom ho passato calvari inenarrabili.....
Di  Manu  (inviato il 07/11/2010 @ 15:42:32)
# 2
Pensavo che certi disservizi grotteschi fossero prerogativa del Bel Paese. Nel constatare che così non è, non so se rallegrarmi o perdere ogni residua speranza...
Di  Ludovica  (inviato il 07/11/2010 @ 15:55:20)
# 3
La speranza non sta secondo me nell'offerta servizi delle aziende ma nella pressione che i consumatori fanno sulle aziende per il miglioramento dei servizi offerti alla collettività. Trovo l'azione di Youp un gran bell'esempio di coscienza sociale e civile.
Di  paola  (inviato il 11/11/2010 @ 16:35:37)
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